GALLARATE Non vengono presi a parolacce urlate a due centimetri dal volto, né svegliati in piena notte per marciare nel fango, lo zaino in spalla e il fucile in mano.Nessuna atmosfera alla «Full metal jacket», eppure gli iscritti ai corsi di «Boot camp», negli Stati Uniti, raggiungono in pochi mesi una forma smagliante, quasi da far invidia ai membri dei corpi speciali dei
marines. Si tratta dell’ultima tendenza del fitness mondiale, una serie di esercizi modellati su quelli svolti dai soldati a stelle e strisce, prossima, è il caso di dirlo, allo sbarco in Italia. Ad “importare” questa particolare disciplina le palestre del gruppo «GetFit», pronto a lanciare i corsi a partire da settembre in tutte i propri centri, attivi a Milano, Monza, Lugano e, appunto, Gallarate.
Nato nei campi di addestramento militare, si tratta di un adattamento indoor, ovvero al chiuso, dell’attività fisica che trasforma una recluta in un marine. Una lezione, della durata canonica di un’ora, prevede una fase di riscaldamento per poi passare in rassegna diverse tipologie di allenamento, dedicate alla resistenza, alla forza esplosiva, all’agilità e al potenziamento cardiovascolare. Ci sono i salti e i piegamenti, i balzi laterali, i salti a partire da una posizione accovacciata, gli esercizi di equilibrio. Il tutto con continue variazioni di ritmo e velocità.
Il corso prevede anche l’utilizzo di attrezzi come corde, bastoni, ostacoli, coni, anche copertoni, nella migliore tradizione dell’addestramento militare. Ci sono esercizi svolti a coppie, altri che richiedono di dividere la classe in due squadre, il tutto per creare uno spirito cameratesco e cementare il gruppo.
Ogni lezione termina quindi con una seduta di stretching. E se l’intensità non raggiunge i livelli tipici di un addestramento militare, visto che il corso è rivolto a persone “normali”, dall’impiegato alla casalinga, resta il fatto che, al termine di un’ora di «Boot camp», si può arrivare ad aver bruciato fino a 1.000 calorie.
Non sono però solo gli esercizi ad essere stati ripresi dall’addestramento militare. Fondamentale, nel «Boot camp», è infatti la figura dell’istruttore, chiamato ad essere più un allenatore che un semplice insegnante, una guida ma allo stesso tempo parte della sua squadra. E proprio come si vede nelle pellicole dedicate all’esercito statunitense, si canta. Sì, l’istruttore intona un coro e i soldati, in questo caso i clienti della palestre, lo ripetono tutti insieme.
e.romano
© riproduzione riservata










