Anfass colpisce al cuore. Ecco il defibrillatore

Bobbiate - Il macchinario salva vita installato all’ingresso della Fondazione Piatti. A disposizione di tutto il quartiere

– Un defibrillatore per Fondazione Piatti Anfass: a Bobbiate una risorsa per il centro diurno e per il quartiere. Il macchinario consegnato ieri dagli operatori del 118 di Varese è il primo di una lunga serie, che arriverà in ciascuna delle 15 strutture della onlus.Installato all’ingresso del centro di via Macchi 12 «fa parte di un progetto più ampio di collaborazione legato alla prevenzione del rischio clinico» come ha spiegato , direttore generale della fondazione. «Questo potrebbe diventare uno strumento utile per la comunità di Bobbiate che saprà di avere in questo strumento una possibilità in più» ha detto presentando il dispositivo in grado di defibrillare le pareti muscolari del cuore in maniera sicura.

«Di disabilità intellettive e relazionali non si muore – ha proseguito Imperiali – ma anche i ragazzi dei nostri centri iniziano ad avere quell’età in cui possono sopraggiungere diverse patologie. Ecco perché vogliamo offrire ai nostri pazienti tutte le opportunità che la tecnologia offre».
«Siamo partiti da qui, in maniera simbolica – ha detto la presidente – perché è il nostro primo centro» poi toccherà a San Fermo, a Besozzo e via via a tutte le realtà legate alla onlus varesina che si occupa di permettere a persone con patologie psichiche e intellettive, e alle loro famiglie, di vivere la miglior condizione di benessere possibile.
«Ci stiamo rendendo conto, sempre di più – ha proseguito la Del Vecchio – dell’importanza di avere a disposizione uno strumento che può essere determinante per salvare la vita delle persone. Nessuno purtroppo può dirsi esente da problematiche di questo tipo, ma ovviamente speriamo che questo nuovo apparecchio debba davvero rimanere inutilizzato».

A consegnare il macchinario è stata una rappresentanza del 118 formata dal responsabile di Varese, , coordinatore infermieristico e dall’infermiere . «Non tutti i problemi cardiaci si risolvono con la scarica elettrica – ha specificato Garzena – ma, in caso di necessità, l’intervento tempestivo è fondamentale. Il defibrillatore è solo il più recente passo fatto a fianco dei centri della fondazione perché, già da 10 anni, a San Fermo abbiamo formato una lista di operatori del settore per le tecniche di primo soccorso».
Questo macchinario maneggevole e semplice, che dà indicazioni precise al soccorritore, sta diventando una presenza costante e rassicurante dai campi di calcio, alle piazze cittadine fino alle farmacie rurali, perché bastano pochi istanti per fare la differenza. Già lo scorso sabato sono stati formate 11 persone che operano nella struttura «non solo all’utilizzo della macchina – ha sottolineato Somaini – ma innanzitutto su come si eseguono le prime manovre di soccorso che sono la vera svolta in simili casi di emergenza».