– Ci sono le battute immancabili del Bof, uno che con la sua allegria contagiosa saprebbe trasformare un frigorifero in un microonde. C’è quella gioia di vivere pura, e donata agli altri con un sorriso, di cui sono testimoni le varie associazioni che si alternano sul “palco”, simbolo di una Varese che non dorme, che scava nel profondo, che ha il gusto della vita: Polha, Varese Solidale, Vharese, il Cus, la stessa Sestero, i Free Rider…
Ci sono le informazioni spicce, le risate, gli appelli, i frangenti seri e quelli divertenti.Poi c’è un momento in cui tutto si sospende, perché sugli schermi passa un video che catalizza l’attenzione e il silenzio. Le immagini inquadrano una ballerina toscana, la sua bellezza fine di giovane donna, il suo lungo e rosso vestito, la carrozzina su cui il destino l’ha costretta a sedere. È emozionata, lo si capisce anche nello scoppio ritardato restituito dai pixel.
Viene aiutata ad alzarsi, viene posta su una sorta di carrello che sosterrà le gambe che hanno perso la forza, la sua “mancanza” particolare in un mondo – il nostro – pieno di mancanze. Breve stacco e troviamo la ballerina sul palco, capace di sgorgare in una danza gioiosa, piena, colmante, armoniosa.
Altre danzatrici l’attorniano, come api che venerano un fiore volteggiandogli sui petali. Anche chi non capisce un’acca di balli e affini rimane ipnotizzato da tanta grazia: viene la pelle d’oca a guardarla ed è l’unica risposta che l’anima sa restituire quando è colta sul vivo di un’emozione grande e inaspettata. Lei è, in un assaggio di quello che sarà “Assenza”, lo spettacolo che sabato 16 aprile, alle 20.45, animerà il Teatro Vela. Chiunque voglia farsi un regalo farebbe bene a non mancare.
Il primo perché lo ha spiegato lo stesso , che con la sua Sestero ha intenzione di realizzare a Varese un’altra serata da ricordare: «Nico ha coronato il suo sogno e noi lo abbiamo condiviso. Andare in un teatro potrebbe essere un azzardo, ma a noi non interessano le cose normali».
Cosa sarà Assenza? «È dall’idea di qualcosa che manca, che ci rende soli, dall’idea di un’incompletezza che nasce lo spettacolo A-Senza, dove per un gioco di parole quello che sembra nulla, in realtà è tutto. Appunto assenza, senza senza, quindi tutto… Quanto è lontana la felicità? L’orizzonte non ne contiene mai abbastanza, un’eterna ricerca a riempire un vuoto incolmabile di cui neghi a te e al mondo l’esistenza. Poi d’improvviso percepisci questa assenza… La vedi, la senti, è tua… Ed è subito pace».
A portarla in scena sarà InOltre, la compagnia fondata dalla stessa Nicoletta e da , colei che l’ha sostituita in un gruppo di ballo quando – otto anni fa – un’ernia discale l’ha resa paraplegica. Le due si sono rincontrate e Nicoletta ha ricominciato a danzare. Merito di un “grim”, di una sorta di gabbia che supporta la sua posizione eretta e le dà la possibilità di esprimere la parte superiore del suo corpo. Merito, soprattutto, della voglia di non rinunciare all’arte, quella capace di colmare una disabilità vissuta come mancanza da cui ripartire, come germoglio di una nuova essenza.
Con loro ci saranno altri due danzatori, ed , poi cinque musicisti, , (che suona il piano con una sola mano),, , . L’ingresso al Vela sarà gratuito.
«E anche l’uscita, tranquilli» sottolinea, da discolo qual è, il nostro Roby.













