– Sicurezza sui treni, tema sempre più caldo dopo l’aggressione ai danni di un capotreno e di un macchinista alcune sere fa in stazione a Gallarate. Ora i controllori chiedono aiuto ai pendolari: «Abbiamo paura dei balordi, ma anche dell’indifferenza. Ci serve la vostra solidarietà e la vostra collaborazione». L’appello è stato raccolto da alcuni degli aderenti al Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio (attivo sulla linea del Malpensa Express) già nei giorni scorsi, all’indomani dell’ennesimo episodio di aggressione sulle linee ferroviarie lombarde, ma è stato rilanciato con forza dopo la preoccupante aggressione di Gallarate. Quello dei controllori di Trenord è stata interpretata come una sorta di “sciopero bianco”, una manifestazione silenziosa per chiedere sicurezza.
L’ennesimo allarmante episodio è successo settimana scorsa su uno dei treni più frequentati dai pendolari alla sera: «I controllori non si sentono sicuri e vogliono che la voce arrivi a chi la deve sentire – il racconto di una pendolare – ci hanno spiegato il perché Trenord non si possa fare carico da sola della sicurezza e del perché lo Stato dovrebbe prendere in considerazione questa problematica grossa, e ci hanno chiesto di diffondere questo messaggio». Del resto il Comitato Pendolari di Busto Nord è quello che, con una massiccia mobilitazione sui social network, è riuscito a convincere Trenord e Regione Lombardia a ripristinare le fermate del Malpensa Express soppresse per Expo. «Abbiamo chiesto in che modo potevamo essere utili – il racconto di un altro pendolare al Comitato – e ci hanno risposto sia di utilizzare i social network per diffondere il problema ma anche di evitare l’indifferenza delle persone quando capitano fattacci del genere. E’ capitato infatti che controllori, anche donne, o pendolari stessi, siano stati presi di mira da balordi nella più totale indifferenza delle persone presenti, che non hanno neanche chiesto aiuto tramite l’interfono. Il controllore chiedeva pertanto collaborazione quando avvengono certi brutti episodi».
In fondo, dipendenti Trenord e pendolari sono stati indifferentemente vittime allo stesso modo in questi mesi. «La frequenza di questi episodi è ormai da tempo allarmante – ammette , tra i fondatori del Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio – la nostra solidarietà va innanzitutto alle vittime, ma urgono azioni urgenti per garantire maggiore sicurezza sui treni e nelle stazioni. I lavoratori Trenord hanno le nostre stesse paure e fanno le nostre stesse richieste: più sicurezza per chi viaggia e per chi lavora a bordo dei convogli. Se competa a Trenord o allo Stato non spetta noi dirlo, ma abbiamo ritenuto giusto riportare le loro richieste e manifestare loro la nostra solidarietà».













