Le processionarie sono uscite dai nidi. Santinon: «Schiacciatele con i piedi»

Il problema - Il fastidioso lepidottero è stato segnalato nel parco delle Bustecche. Ecco come intervenire

– Alcuni cittadini segnalano nidi di processionaria – visibili ad occhio nudo – in via Rodari all’altezza del civico 16-118, all’incrocio tra via Carnia e via Rodari, nei pressi della rotonda all’incrocio tra via Carnia e via Tagliamento e nel parco delle Bustecche. La processionaria, oltre a far perdere le foglie alle piante, può costituire un pericolo per l’uomo e gli animali. I peli urticanti del lepidottero allo stato larvale, infatti, sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatamente limitati, possono provocare una grave reazione allergica. L’ingestione di processionarie, comune tra i cani che sono attratti da questi lepidotteri, può causare gravi ulcere alla bocca, che possono arrivare alla compromissione della lingua. I nidi delle Bustecche sono stati segnalati al comune il 21 marzo, ma i cittadini segnalano che non si è visto nessuno a “bonificare” la zona. Abbiamo posto il problema all’assessore alla tutela ambientale Riccardo Santinon che afferma: «in questo periodo dell’anno le processionarie sono già uscite

dai nidi, quindi non ha senso andare a togliere i nidi dagli alberi». Cosa fare dunque? «L’unico modo di combattere le processionarie una volta che sono uscite dai nidi è quello di schiacciarle con i piedi – dice Santinon – E’ un’operazione che può essere condotta da qualsiasi cittadino, facendo attenzione e calzando scarpe chiuse. L’operazione non è assolutamente pericolosa». Anche ai giardini Estensi i tecnici del comune sono intervenuti in questo modo. Nel frattempo Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale del Pd, ha scritto l’8 febbraio una interrogazione urgente di cui sta ancora aspettando la risposta per domandare quali risultati siano stati ottenuti, fino ad ora, dalla campagna contro l’infestazione da processionaria lanciata dal Comune di Varese nel 2013. Tra le informazioni richieste dal consigliere c’è il costo dell’operazione per i contribuenti; le informazioni date ai privati sul pericolo da contatto e sui trattamenti obbligatori; il numero di multe date agli inadempienti e l’elenco delle aree più infestate.