«Daniele poteva votare»

La nostra battaglia - Respinto al seggio perché cieco: il caso finisce in tribunale. «Non accada mai più»

– Quando si intraprende una battaglia giusta, è sacrosanto andare fino in fondo per cercare delle soluzioni. E così abbiamo fatto: sul giornale di ieri avete potuto leggere lo sfogo del nostro amico Daniele Cassioli, fermato al seggio da una commissione desiderosa di far applicare regole che non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti, insomma regole che non esistono e che hanno impedito a Daniele di votare come invece avrebbe voluto e potuto.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, motivo per cui l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è mossa per evitare che problemi di questo genere si ripetano in futuro, sia per Daniele ma anche per altri casi. In soccorso di Daniele sono intervenuti il presidente della sezione provinciale dell’Unione Gaetano Marchetto ma anche il presidente regionale Nicola Spilla. Dopo aver parlato anche con Daniele, il diretto interessato, si è deciso di intervenire: nella giornata di oggi verrà dunque preparata una lettera di segnalazione del caso, che verrà recapitata al presidente del Tribunale di Busto Arsizio, competente anche per Gallarate, ma anche al sindaco del comune di Gallarate Edoardo Guenzani. Una scelta volta soprattutto ad evitare che fatti del genere si ripetano in futuro. La segnalazione, come ci conferma il presidente provinciale dell’Unione Ciechi Gaetano Marchetto, «sarà principalmente riferita al fatto che nessuna persona con diritto al voto assistito è tenuta a comunicare con chi si reca al seggio elettorale, secondo quanto riporta la legge 17/2003 del 5 febbraio». Anche Daniele, il diretto interessato, ha voluto ancora dire la sua: «È importante che se ne parli, affinché non si ripeta nel prossimo futuro per le elezioni comunali che avverranno tra poco. La cosa che più mi sorprende è che la mia tessera elettorale non è stata nemmeno verificata o controllata. Mi è stato impedito di votare solamente perché non c’era presente mia madre e al posto suo c’era un mio amico, ma non esiste nessun riferimento normativo che specifica che io debba comunicare con chi mi presento al seggio. Anzi, è sufficiente che sia una persona con diritto di voto ed in possesso di tessera elettorale». L’accaduto sorprende ancora di più se si considera che Daniele compirà 30 anni ad agosto, e fino ad ora non aveva mai riscontrato problemi al seggio elettorale.

Abbiamo perciò deciso di interpellare anche il sindaco di Gallarate Edoardo Guenzani, che è venuto a conoscenza dell’accaduto solo grazie alla nostra telefonata: «Non sapevo nulla -ammette- ma ci tengo a precisare che in situazioni del genere la responsabilità è totalmente a carico del presidente del seggio elettorale. Gli uffici comunali hanno l’unica responsabilità di fornire il materiale utile per attrezzare le varie sezioni». Per completezza d’informazione, è giusto segnalare che la sezione elettorale in cui si è recato Daniele è la numero 47 ed è collocata nella scuola elementare di Arnate.