Ecco il capolista della Lega Nord: «È un ritorno al futuro. Mi costringerà a stare di più a Varese». Oggi pomeriggio alle 17,30 in piazza del Podestà ci sarà anche il presidente di Regione Lombardia alla presentazione della lista con il “Capitano” , che lancerà una campagna elettorale in cui sarà molto presente, visto che l’8 maggio, per San Vittore, tornerà a Varese per pranzare con i militanti.
La mia campagna elettorale inizia oggi, con la presentazione della lista in piazza Podestà. Firmo la lettera di accettazione di candidatura nella prima uscita pubblica per Varese con Salvini. E si parte.
Mi aspetto di vincere.
Se fosse possibile sì, così si risparmia anche. Se no al ballottaggio, ma puntiamo a vincere subito.
A Varese sì. Non lo vedo come un problema, ma un messaggio importante e utile per ricompattare il centrodestra. Un’operazione importante da fare, visto quel che succede a Roma. Perché o c’è un centrodestra più che unito, visto che questa legge elettorale prevede una lista unica, oppure vince Renzi. Questa decisione, non scontata, che la Lega ha preso a Varese, di sostenere un candidato non leghista, è la decisione di un movimento politico maturo. Che dice che l’importante è vincere. La Lega mette un po’ da parte il fattore identitario, facendo prevalere lo spirito di coalizione. È un segno di grande maturità. Anche per questo ho accettato di candidarmi, perché la stessa coalizione che c’è a Varese e Milano è quella che c’è in Regione Lombardia.
Il futuro del centrodestra passa dal modello Varese e dal modello Milano.
No, Varese è Varese. È un ritorno alle origini, un ritorno al futuro. Questa è una tappa intermedia, non la conclusione, della mia carriera, facendo il consigliere comunale di maggioranza. So che cosa vuol dire perché è in consiglio comunale che ho iniziato più di 25 anni fa.
Farò il semplice consigliere comunale, non voglio incarichi di nessun tipo. A Varese ho già fatto l’assessore, il presidente del consiglio comunale, il consigliere comunale semplice di opposizione, ora voglio fare il consigliere comunale semplice di maggioranza. È un’esperienza che mi manca. Poi mi manca solo quella di sindaco, ma prossimamente, chissà…
Sì, certo. Questo mi costringerà a stare di più a Varese: bene, è una buona notizia per noi.
Ci sono cose interessanti. Ma stiamo studiando importanti iniziative in campagna elettorale per sottolineare il ruolo che possiamo avere come Regione Lombardia. Perché io sarò consigliere comunale ma sono anche presidente della Regione, il che vuol dire per me maggiore attenzione alle esigenze di Varese. Che non vuol dire privilegiare Varese, ma sarà utile.
Lo conosco bene, siamo amici, quindi preferisco non dire cattiverie. Lo stimo, ma si è messo fuori dai giochi. Può solo pensare di portare via un po’ di voti, forse. Le vignette? Non puoi fare la campagna elettorale sempre contro: a Varese non funziona.
Chi?
Ah, Galimberti, sì. Con la solita “menata” della discontinuità. Allora diciamolo: l’ospedale di Varese merita discontinuità? Io dico di no, merita continuità, migliorando, portando risorse, come io faccio. Noi siamo concreti, portiamo cose concrete. La caserma Garibaldi, il teatro, i 16,4 milioni per l’ospedale. Se la proposta che portiamo noi è il Day Center 2, e la loro è la discontinuità, vinciamo dieci a zero».













