Scambiarsi i libri a Varese è un successo

Il Baratto - Il nostro giornale, con Libraccio, La Cupola e Comune ieri in piazza: tantissimi i varesini insieme a noi

– «Io vivo in mezzo ai libri, mi danno gioia». Così , studentessa di filosofia di 22 anni che ieri ha partecipato all’evento “Baratta la cultura insieme a noi” organizzato dal vostro quotidiano La Provincia di Varese per festeggiare la giornata mondiale del libro. Chiunque poteva portare un libro e portarne via un altro, insieme a una copia del giornale. Ma valeva anche portare un libro e portarne via due o più perché – come sintetizza , titolare

del Caffé La Cupola e partner dell’iniziativa insieme al Comune e al Libraccio: «I libri appartengono solo a chi li legge o a chi li scrive, altrimenti non sono di nessuno». «Ho portato qui il Diario di scuola di Daniel Pennac che avevo in due copie e adesso sto scegliendo cosa prendere» spiega la studentessa, che ha appena finito di leggere Martin Eden di Jack London e ne è rimasta folgorata, per il modo di «indagare la società».

Il tavolone in piazza Monte Grappa in poco tempo è risultato troppo piccolo per contenere tutti i libri che sono arrivati: thriller, romanzi d’amore e di avventura, libri di psicologia e storia, manuali e saggi.
L’iniziativa ha fatto gola anche ad alcuni autori del territorio, come , fumettista specializzato in vignette religiose: «Ho portato alcuni libri su Don Bosco e “La Bibbia d’argilla” di Julia Navarro che è una delle mie autrici preferite».
Entusiasta dell’iniziativa che oltre a essere un lettore è anche uno scrittore: ha nel cassetto ben otto libri che riguardano diversi soggetti, dall’amore alla guerra.
«Io credo che i libri debbano circolare, non rimanere nelle librerie – afferma , professore di Treviso – Ai miei studenti dico sempre che la mia libreria è piena di libri e che possono venirseli a prendere».
C’è chi è arrivato al nostro gazebo a mani vuote e ha deciso di tornare a casa a prendere i libri per scambiarli. E c’è chi, proprio in occasione di questa iniziativa, ne ha approfittato per fare un inventario dei volumi della sua libreria.

«In casa abbiamo 530 libri, li abbiamo appena contati – conferma , che ha scambiato un libro di Paolo Coelho e uno di Silvia Avallone – Il bookcrossing è una bellissima idea, ma si scontra con il fatto che ai libri ci si affeziona e non sono molte le persone disposte a cederli».
«Bella l’idea di mettere il bookcrossing in piazza: cultura e informazioni sono basilari per ampliare la conoscenza». La scelta di un libro è un momento magico, perché è il libro che sceglie il lettore, non il contrario. La persona tocca le copertine, si fa rapire dalla loro energia. «Ricordo quella volta che un amico voleva regalarmi “Intensity” e non riusciva a trovarlo in libreria. Il giorno dopo ero alla Cupola e un libro è caduto da uno scaffale – spiega Campi – Per poco non i finiva in testa ed era proprio una copia di “Intensity”, libro che ho trovato bellissimo».
«Amo i libri, specialmente Stepehn King. Amo il loro profumo. Sono qui spinta da questo» conferma . Mentrefa questa valutazione: «Dei libri ci si innamora ma è giusto condividerli, altrimenti restano sugli scaffali a prendere polvere. Un libro se non è letto non serve a nulla».