Ci sono un francese, un russo e un tedesco… Sembra l’inizio di una barzelletta, in realtà è l’elenco delle nazionalità degli avversari che Varese troverà sulla strada che la separa dal sogno Fiba Europe Cup. Quella che segue è una brevissima guida per identificarli, iniziando dai padroni di casa dell’Elan che saranno il primo ostacolo per la Openjobmetis di Paolo Moretti nella semifinale di venerdì 29 aprile.
La squadra francese è arrivata alle Final Four vincendo il girone D della prima fase (regolate Gussing, Den Bosch e gli sloveni del Lasko) e il gruppo R della seconda (davanti a Enisey, Cantù – vittoria in casa, sconfitta al Pianella – e i Tartu Rock), prima di regolare 2-1 Ostenda negli ottavi di finale e il Khimik nei quarti.
Fondato nel 1970, il club transalpino vanta due trofei importanti – il titolo di campione di Francia nel 2012 e la Coppa di Francia nello stesso anno – oltre a una finale di Saporta Cup nel 2001, persa contro il Maroussi, e una di Eurochallenge nel 2012, in cui fu battuta dal Besiktas. Nella corrente stagione Chalon è terza in Pro-A a tre giornate dalla fine ed è uscita agli ottavi di Coppa di Francia contro Monaco. Sarà la padrona di casa alle Final Four, contando sull’apporto del Colisèe che quest’anno si è riempito spesso e volentieri anche in coppa. Punte di diamante della formazione di coach Choulet sono l’ala ex Virtus Bologna Jeremy Hazell e il centro Devin Booker, senza contare l’apporto in regia del razzente playmaker John Roberson.
Viene dalla Siberia Centrale la seconda semifinalista, precisamente dalla città di Krasnoyarsk di cui è orgoglio sportivo. Il cammino dei russi è passato dal girone H (seconda posizione dietro il Maccabi Rand Media e davanti a Sofia e Cramo) e dal gruppo R (già citato il suo secondo posto dietro Chalon e davanti a Cantù), con una sorprendente fase playoff in cui ha fatto fuori 2-0 Ankara e regolato 2-1 il Cibona. Fondato nel 1993, il club veleggia
da 9 anni nel campionato russo, ora Vtb League, dove oggi occupa la 10° posizione a sintesi di un ruolino di marcia non così brillante. Nel suo passato continentale c’è solo una partecipazione all’Eurochallenge del 2013-2014. Punti di forza: inevitabile citare la pericolosità di Delroy James, la potente e mobile ala forte ex Brindisi che guida il roster di coach Okulov. Dietro di lui gli americani Kennedy (ala) e Taylor (play) e la mano calda del russo Pavel Spiridonov.
Club giovane (fondato nel 1999) ma da anni sulla cresta dell’onda in patria e fuori (un titolo tedesco nel 2004, una Coppa di Germania nel 2000 e diverse partecipazioni alle competizioni continentali, Saporta, Euroleague ed Eurocup), Francoforte è forse la squadra più attrezzata delle quattro che si sono qualificate per le Final Four. Gli Skyliners hanno prima fatto percorso netto – 6 vittorie 6 – nel gruppo G (battendo Novo Mesto, Porto e Leiden), poi si sono ripetuti nel girone U della seconda fase (regolando Gaziantep, gli svedesi del Sodertalje e i Rosa Radom), completando l’opera agli ottavi (2-0 su Larnaca) e ai quarti (2-1 contro il Maccabi Rand Media): a consuntivo fa una sola sconfitta in 17 partite. Quarti in classifica nel campionato tedesco, sono guidati dagli americani Theodore (play), Scrubb (precisa guardia canadese), Robertson (capitano) e dal centro autoctono Voigtmann. Per Francoforte si tratta della seconda Final Four nella sua recente storia, dopo quella di Eurochallenge del 2015 persa contro Nanterre.













