– I varesini si sono guardati negli occhi in silenzio e poi hanno cominciato a parlarsi, diventando amici. Ci sono state persone che, con scetticismo, si sono sottoposte all’Eye Contact Experiment pensando di resistere pochi minuti, facendo invece durare il contatto visivo con l’altro per una mezzora. Ha avuto un buon riscontro l’esperimento che si è svolto ieri ai Giardini Estensi, organizzato da (in collaborazione con Agent Secrets Management e Ufficio Stampa, Flai graphic design, Triple Shot Photography e). La musica dal vivo, suonata per creare atmosfera e accompagnare gli sguardi, è stata a cura die . «Si tratta di un’iniziativa con lo scopo di avvicinare le persone attraverso il contatto visivo, stimolandole ad uscire dalla loro “zona di comfort” – spiega , uno degli organizzatori – Il primo evento venne organizzato in Australia nell’ottobre 2015 e si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Lo scopo
è un invito a fermarsi e prendersi un attimo dalla vita frenetica che conduciamo e andare oltre le barriere della comunicazione verbale e razionale che oggi ci separano anche a causa della digitalizzazione delle comunicazioni, lasciando che siano le emozioni a parlare attraverso il silenzio, gli sguardi ed il libero fluire del linguaggio del corpo». Durante l’Eye Contact, che fino ad oggi si è svolto in 160 città, succede sempre qualche cosa di particolare. «L’esempio più noto è quello di che è rimasta seduta al Moma di New York per sei giorni, che a turno si sono seduti di fronte a lei per guardarla negli occhi, che lei chiudeva e riapriva a intervalli regolari. A un certo punto arrivato il fidanzato storico e lei, quando ha incontrato il suo sguardo, si è messa a piangere dall’emozione». A Varese, l’esperimento ha avvicinato persone di etnie diverse, contribuendo all’integrazione.













