La Svizzera pronta a schierare l’esercito contro i migranti: i militari però interverrebbero solo nel caso dell’arrivo di 30 profughi alla frontiera.
Duemila militari saranno a disposizione delle guardie di confine elvetiche per far fronte ad un eventuale afflusso massiccio e rapido di migranti in Svizzera. Lo ha deciso il governo svizzero, in particolare dal ministro della Difesa, e lo ha confermato il consigliere per la sicurezza del Canton Ticino. La notizia era rimbalzata nei giorni scorsi sulle pagine dei principali quotidiani svizzeri.
L’esercito interverrebbe solo nel caso in cui ci fossero 30mila arrivi alla frontiera in pochi giorni e la responsabilità operativa competerebbe in ogni caso alle autorità civili, hanno precisato i portavoce del governo elvetico.
Attualmente il Consiglio federale non ravvede la necessità di un intervento del genere da parte dell’esercito. Oltre al servizio d’appoggio a favore delle guardie di confine, l’esercito potrebbe sostenere la competente Segreteria di Stato della migrazione o le autorità sanitarie mettendo a disposizione truppe e materiale per compiti afferenti alla sanità, alla logistica e ai trasporti.
Il quotidiano Le Temps osserva che, con la decisione del governo, si è lontani dall’idea del partito di destra Udc, che avrebbe auspicato mobilitare l’esercito alla frontiere per renderle più ermetiche. Tuttavia la mobilitazione di 2000 militari, appartenenti a unità corazzate, c’è effettivamente stata.
Per molti sono stati annullati licenze e permessi per ferie. I militari, qualora l’arrivo di 30 mila migranti si concretizzasse, sarebbero pronti ad intervenire monitorando tutti i valichi di confine in particolare con l’Italia: parliamo quindi di Varese, Como e Sondrio. La chiusura eventuale delle frontiere in caso di emergenza è una possibilità che al momento è stata solo accennata.
Tuttavia non è escluso che il blocco dei valichi con la Svizzera, appoggiata in questo da Austria e dai Paesi del Nord Europa per raggiungere i quali rappresenta una vera e propria porta d’accesso,possa diventare realtà se i flussi migratoti raggiungessero i picchi (30 mila migranti alle frontiere) paventati per il prossimo periodo estivo.
Se Austria e Svizzera attuassero simultaneamente il blocco delle frontiere Italia, Grecia e Francia si troverebbero nella difficilissima situazione di dover gestire un’emergenza senza alcuno sbocco su altro territorio.
Il piano operativo elvetico prevede che i militari siano a disposizione delle guardie di confine in caso di rischio di problemi di ordine pubblico e terrorismo e con un numero di domande d’asilo inferiore alle diecimila.
Se le domande di richiesta d’asilo superassero le 30mila in poche settimane, come teme il governo svizzero, l’esercito è autorizzato ad intervenire lungo tutti i confini in autonomia. Se necessario con l’ausilio di altre 700 unità aggiuntive.
In questo modo Lombardia e Piemonte e in particolare la nostra provincia il cui nord confina completamente con la Svizzera con 11 valichi complessivi si ritroverebbero in una sacca, con i migranti bloccati sul territorio.













