Le parole di Papa Francesco colpiscono al cuore i “millennials” varesini. «Non accontentatevi di vivacchiare, abbiate il coraggio di sognare». Nella messa finale del Giubileo dei Ragazzi che ha coinvolto migliaia di adolescenti Bergoglio si è rivolto anche ai quasi 300 – compresi gli accompagnatori – partiti dal decanato di Varese. Li ha convinti con il linguaggio di una guida benevola che non disdegna di attingere al mondo della tecnologia.Il viaggio notturno in treno, la sveglia presto e i lunghi percorsi non hanno messo alla prova l’umore del gruppo che dopo grande raduno si è rinvigorito.
«Il discorso – spiega l’educatore – sull’essere coraggiosi e capaci di rialzarsi dopo ogni caduta li ha colpiti particolarmente. Per loro è un’età fatta di scelte, sofferenze e crescita. Avere la “carta d’identità del cristiano” non è semplice. Non c’è una applicazione che ti dice chi è Gesù, ma sta a te crederci fino in fondo».Benedetta, che fa la terza superiore al Liceo Linguistico è «partita con grande voglia di affrontare quest’esperienza che è stata emozionante. Durante l’omelia può capitare di distrarsi, ma il Papa ci ha fatto stare attenti per ciò che diceva e per come parlava. Ha lasciato un segno perché è riuscito ad avvicinarsi a noi, lo fa con le persone più disparate».In un momento della vita pieno di cambiamenti Bergoglio ha dato loro un punto fermo da cui partire: «Farete cose meravigliose, se vi preparate bene già da ora, vivendo pienamente questa vostra età così ricca di doni, e senza aver paura della fatica».Frasi che faranno riflettere anche quando i ragazzi saranno di nuovo a casa, come sottolinea Edoardo, sedicenne che frequenta l’istituto tecnico fotografico di Gallarate: «Questo viaggio è stato un’esperienza di vita, condivisa insieme agli amici con cui ci siamo divertiti, abbiamo visitato Roma e commentato l’omelia del Papa. Mi ha colpito in quando ha detto che la felicità non la scarichi sullo smartphone, ma è qualcosa di concreto e quando ci ha consigliato di guardare agli amici reali. Ha parlato della vita, ci ha spronato a darci una svegliata e a non avere paura. Anche se non sono sicuro di riuscirci, ci proverò».
Silvia, che frequenta il terzo anno a ragioneria non dimenticherà il Giubileo dei ragazzi.«Sono tantissimi i passi del discorso del Papa che porto nel cuore, come il fatto che la libertà è spesso associata all’idea di far quel che si vuole seguendo la massa. In realtà la libertà è poter scegliere se seguire la massa o fare di testa propria seguendo i propri ideali e tanti alla nostra età non lo fanno. Io reputo sia essenziale separarmi dal mucchio, se non condivido un’idea».D’ora in poi quando scaricherà una applicazione penserà «alle parole di papa Francesco che ci hanno fatto sorridere. L’amore non è una “app” che diventa più bella scaricando gli aggiornamenti, ma è sempre bello». «Ha, ogni volta, parole in grado di fissarsi nella memoria. Io ricordo ancora discorso di tre anni fa sull’importanza delle donne. I suoi sono messaggi belli, reali e attuali. Non parla di ipotesi astratte o del passato, ma di fatti concreti che viviamo tutti i giorni».













