La difesa gioca la carta dell’incapacità di affrontare l’interrogatorio di garanzia ma il gip rigetta la richiesta di sospensione con successiva perizia psichiatrica. E si avvale della facoltà di non rispondere. Il varesino quarantenne, arrestato l’altro ieri mattina con l’accusa di aver ucciso un anno fa la moglie , 28 anni, soffocandola dopo averla stordita con dei farmaci, è rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari. Mentre , legale di Argenziano, annuncia un immediato «ricorso al tribunale del Riesame», gli agenti della polizia di Stato, coordinati dal pubblico ministero , stanno mettendo in fila gli atti.
Il quarantenne è stato dichiarato inabile ma non è interdetto, tanto che ha potuto sposarsi senza dover chiedere permessi particolari a un eventuale tutore. Per questo, oltre al fatto che agli atti non compare nulla che indichi che Argenziano sia incapace di sostenere un interrogatorio, il gip ha rigettato la richiesta della difesa di sospendere l’interrogatorio di garanzia e di sottoporre Argenziano a perizia psichiatrica. E quella della non capacità, di affrontare un interrogatorio prima e un processo poi, sarà probabilmente uno degli argomenti che cavalcherà la difesa. Di fatto, però, la non interdizione del quarantenne depone, per ora, a sostegno della decisione presa dal gip. Tra l’altro l’inabilità di Argenziano riguarda soltanto l’ambito economico: il quarantenne avrebbe una vera e propria ossessione per il denaro, una pulsione compulsiva nell’accumulare soldi.
Per gli inquirenti Argenziano uccise la moglie proprio per incassare la polizza assicurativa sulla vita della Amalfi, nella quale Argenziano veniva indicato quale unico beneficiario. E ancora, Argenziano avrebbe reso inerme la moglie per poterla soffocare somministrandoli il Rivoltril, farmaco per l’epilessia, di cui la moglie non soltanto non necessitava, ma che per lei sarebbe stato dannosissimo. Amalfi soffriva infatti di insufficienza respiratoria, quel farmaco l’avrebbe ridotta in stato comatoso. E Argenziano, a quanto pare, lo sapeva. Il Rivoltril è un farmaco utilizzato in rapimenti e stupri per rendere inermi e confuse le vittime. Infine la notte prima di essere uccisa Stefania confidò a una vicina che voleva lasciare il marito. Il giorno dopo era morta.













