«Loro? Scorretti e spregiudicati»

Qui centrodestra - Paolo Orrigoni e le sue frecciate al candidato Pd: «Quanti errori in quei sondaggi»

– Positività e concretezza. Sono queste le due parole d’ordine di Paolo Orrigoni, che si prepara ad altre due settimane di campagna elettorale in vista del ballottaggio contro Davide Galimberti. Con una differenza: i partiti e le liste a loro sostegno vanno in secondo piano. E la sfida per la poltrona di sindaco sarà tra l’imprenditore e l’avvocato. E Orrigoni, che al primo turno ha ottenuto un vantaggio molto superiore rispetto alle aspettative, oltre il 47% contro poco meno del 42% di Galimberti, non solo tira le somme. Ma annuncia già la strategia. Per il ballottaggio «userò la stessa linea e strategia, cioè continuerò a essere quello che sono, e che ripeto e invito a fare a chi sta vicino a me. Non dobbiamo farci cogliere dalla preoccupazione, ma dobbiamo continuare a parlare di contenuti e temi per fare chiarezza ai cittadini, sul perché e su come realizzare il nostro programma. Sicuramente è interessante il lavoro da fare, e appassionante sarà il duello. Mi voglio presentare come una persona concreta, con energia positiva, per fare bene a questa città, e non solo nella tornata elettorale». Su questo Orrigoni è chiaro: «La vittoria non sarà il 19 giugno, ma Varese inizierà a vincere quando finalmente cominceremo a lavorare tutti insieme per la città». Infatti Orrigoni aggiunge, con un pizzico di ironia, che «è un vizio tipico della vecchia politica quello di dire sempre di aver vinto, da parte di tutti, indipendentemente dal risultato. Probabilmente hanno già le dichiarazioni pronte prima del voto e, a seconda del risultato, tirano fuori le diverse versioni». Una frecciata a Galimberti. Lui invece non usa la parola vittoria. «Io sono soddisfatto – ha detto – in primis della fiducia che i varesini hanno dato al sottoscritto e alla nostra coalizione. È una bella sensazione essere convinti e coscienti di aver lavorato tanto e bene, il lavoro è stato ripagato, con l’apprezzamento deciso dei concittadini». E quindi attacca il centrosinistra sui sondaggi. «C’è

chi ha pubblicato numeri, sondaggi, presentando risultati diversi da ciò che le urne hanno poi dimostrato. Quindi, o è stata raccontata una bugia o in 3 settimane abbiamo recuperato 12 punti, da meno 7 a più 5. Poi si è parlato di 1.600 voti di distacco. In realtà è di 1.850 voti la differenza. Sono intervenuto una sola volta in questa campagna per specificare un atteggiamento del mio avversario Davide Galimberti per quanto riguardava i sondaggi: ho detto che il comportamento, in quella situazione, era scorretto e spregiudicato». E quindi: «Tutti sappiamo l’ attendibilità dei sondaggi. Anche noi avevamo i nostri sondaggi, ma io non volevo prendere in giro le persone. In tanti mi hanno detto: hai un sondaggio, pubblicalo, ma io non ho voluto farlo. Credo che non sia giusto verso i cittadini. Non sono disponibile a usare qualsiasi strumento per convincere gli elettori». Quindi, sul risultato: «Abbiamo avuto un ottimo risultato nei quartieri, sono molto contento: ho visto da vicino ciò che è stato fatto e ciò che servirà. Varese è una comunità che vive su un territorio bellissimo e dobbiamo valorizzarla tutta, le piccole diversità sono un valore aggiunto. Continuerò sui temi importanti del programma, sicurezza, lavoro, sviluppo per la comunità. Andiamo avanti su questa strada, argomentando in modo chiaro e preciso». In vista del ballottaggio, c’è anche la possibilità di accordi con i candidati sindaco che sono rimasti esclusi. Rispondendo a una domanda su possibili accordi con la Lega Civica di Stefano Malerba: «Non mi trovo a mio agio a parlare di accordi o contatti: sono cose vecchie, fanno parte di una logica che non mi appartiene. Credo che la fiducia sia stata espressa per chi rappresenta concretezza e coerenza rispetto a chi ha lanciato slogan. Voglio parlare chiaro agli elettori, a chi ha votato Malerba o a chi non ha votato. Mi possono votare se si riconoscono nei miei valori, se concordano sulle proposte fatte. Li voglio convincere così, non con accordi».