– La parola d’ordine, la stella cometa che lui e i suoi seguiranno ma che saranno anche gli altri eventualmente a dover seguire, è solo una: «Programma. È su questo che ci rendiamo disponibili al confronto». Malerba si schiera? No, per il momento invita gli altri a schierarsi con lui, ribadendo la priorità a quelli che sono stati i capisaldi della sua battaglia elettorale: revisione del Pgt e un vademecum di solidarismo municipale focalizzato su anziani, rafforzamento del terzo settore e integrazione, non disdegnando le problematiche legate alla sicurezza.
Il leader della Lega Civica sa di contare, anche al netto di quell’astensionismo sulla cui “direzione” ci si interroga in vista del ballottaggio tra Paolo Orrigoni e Davide Galimberti: «Ci sono persone più brave di me a fare certi discorsi. Io so solo che abbiamo preso 2500 voti di gente determinata a portare avanti il nostro progetto: è un dato che ritengo importante e che non sottovaluterei. Ma non sono un analista politico…». Per lui «il consenso ottenuto dalla Lega Civica è prevalentemente un voto relazionale, essendo la lista con il più alto rapporto tra voti e preferenze. Si tratta, infatti, dell’unico soggetto civico non partitico presente nei capoluoghi di provincia, dato che i 5 Stelle si sono camuffati dietro molte liste civiche». Ciò comporta l’inevitabile fedeltà a una linea senza ideologie, al sottolineato distacco «dalla regola del bilancino» e da qualsivoglia logica di partito. Ed è proprio in tal senso che Malerba tira la vera stoccata di giornata, sensibile di costituire la base per eventuali relazioni in vista del ballottaggio: «I risultati elettorali hanno evidenziato come Galimberti sia parte integrante di un sistema che influenza e condiziona le scelte del candidato stesso, fino al punto di dettarne la linea. È tempo che questo sistema venga a galla, così che l’elettorato possa valutare a ragion veduta e sapere a chi verranno destinati i voti del ballottaggio».
Presa di distanza dall’avvocato amministrativista a capo dello schieramento del centrosinistra? No, ma dai suoi sì. O meglio: «Certe cose le abbiamo dette chiaramente fin da marzo – afferma il candidato dei Civici – Dietro a Galimberti c’è un sistema politico preciso e con un peso per lui determinante. Non è una presa di distanza: la disponibilità di chiarimento c’è nei confronti di tutti, ma bisogna capire chi c’è». Tradotto da un linguaggio che risente dell’inevitabile prudenza di chi è in gioco e un confronto vero con gli avversari – possibili alleati – non l’ha ancora avuto, diventa un messaggio “urbi et orbi” valido sempre: non conta solo la volontà dei “frontman” che ambiscono a Palazzo Estense ma anche quella di chi li spinge, cui viene richiesta una dichiarazione d’intenti a prova di sorprese post-elettorali. Ci sentirà il Pd? O, cambiando fronte, la Lega Nord? Il presidente del Rugby Varese, nel frattempo, va in meta con i suoi, rimarcando tanti concetti già espressi in campagna: «Il Pgt va revisionato in funzione di una riattivazione del processo industriale, necessario a trattenere i nostri giovani in città. A Varese, poi, ci sono trentamila persone con più di 54 anni ed il 25% della popolazione ne ha più di 65. Parliamo di 20 mila soggetti, dei quali ben 3500 vivono soli: tra gli interventi proposti sicuramente deve avere importanza il reddito integrativo e sono quindi inevitabili politiche d’aiuto al terzo settore».













