«Ci stringiamo alla famiglia». Sant’Ambrogio saluta Andrija

Centinaia di persone presenti in chiesa: all’uscita della bara, un lungo applauso

«La vita di un uomo è come il volo rapido di un uccello verso il buio. Veniamo da lì e lì torniamo. È la speranza della fede che ci consente di accedere a questo buio e che rende la vita una sfida non vana». Questo è il messaggio che , mamma di Andrija Polgar, il sedicenne annegato in mare sull’isola di Hvar, ha voluto condividere con quanti sono intervenuti ieri al funerale del figlio.

La funzione si è svolta alle 10:30 nella chiesa di Sant’Ambrogio, dove si sono raccolte centinaia di persone tra parenti, amici, compagni della scuola Vidoletti.

Davanti all’altare, la bara bianca con sopra la foto sorridente di Andrija. Intorno una comunità sconvolta. Genitori che abbracciavano i figli, come per proteggerli da un dolore tanto grande. Lacrime, occhi rossi, sgomento e incredulità verso l’accaduto. Perché è assurdo morire in vacanza, a 16 anni, tuffandosi in mare da un gommone in una giornata di sole.

«La morte è arrivata all’improvviso, in modo tragico, ha bussato alla porta della nostra comunità e ha chiesto una giovane vita. Perché? Perché una prova tanto ardua? Perché Dio non è intervenuto? – ha domandato ai presentiin una toccante omelia – Noi non intendiamo trovare una risposta consolatoria. Non vogliamo capire, ma essere sostenuti nella nostra fragilità e aiutati a non perdere la speranza».

«Abbiamo bisogno di conforto. Sentiamo il dolore del distacco, la drammaticità di una vita spezzata. Ci stringiamo intorno alla famiglia, ma il conforto umano non è sufficiente. È la fede a dirci che la morte è la partenza verso la patria celeste e che è l’incontro con Dio. È grazie alla fede che la morte si trasforma da nemica a sorella. Non piangiamo dunque. Gesù è venuto a dirci che il nostro dolore unito al suo è redenzione. Ha sudato sangue, ma per resuscitare insieme a tutti. Per questo motivo noi siamo qui a pregare. Gesù ci ha promesso di essere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Andrija, dunque, non è morto, ma dorme perché egli adesso vive accanto a Dio».

Quando la bara di Andrija è uscita dalla chiesa è stata accolta da un lungo applauso.