Penna appassionata, mente curiosa, cuore biancorosso: Edoardo Tres, 20 anni, è uno dei fondatori di Eccellenza biancorossa, il blog che sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per i tifosi del Varese Calcio. Pagelle, commenti, interviste, video, storie “di curva” e dei “signori Nessuno”, l’ormai imperdibile “Bar Sport”: i giovani blogger scrivono e creano trascinati dall’entusiasmo sempre crescente dei loro lettori. E, soprattutto, spinti dall’amore per la squadra più bella che c’è.
Le partite dopo la pausa sono sempre imprevedibili, difficili da pronosticare. Oltretutto il Varese riparte da una sfida significativa: il Cuneo credo sia una delle avversarie più difficili. Ha un allenatore molto bravo, Iacolino, che guida una squadra concreta, che a volte non vince ma che non perde. Sarà una gara bloccata, soprattutto in avvio: per sbloccarla servirà una giocata, un colpo di genio o d’astuzia, un episodio. Su chi puntare? Se giocasse direi Lercara, tra i miei preferiti, che però sta trovando poco spazio. Allora penso a Giovio o a una bella incornata di Viscomi su calcio d’angolo.
Sì. L’abbiamo fatto l’anno scorso e vorremmo farlo a ogni inizio anno: porta bene ed è una tradizione. È un video di auguri e di ringraziamento a tutti quelli che ci seguono. Quest’anno l’abbiamo fatto più spiritoso come segno di vicinanza ai tifosi. Siamo molto contenti di quello che stiamo facendo, spaziando su tanti argomenti. Partendo, ovviamente, dal Varese: la nostra passione.
Abbiamo tante idee. Di certo continueremo a fare video durante le partite: sarà anche un archivio da rivedere quando torneremo in serie B. Sì, in serie B: prima o poi ci torneremo.
Siamo varesini e siamo tifosi: la partita contro il Como è quindi la più sentita. E non si gioca da tanto tempo: io, per esempio, non ne ho mai vissuto uno. Voglio sentire l’attesa, respirare l’atmosfera, osservare e raccontare la rivalità. Speriamo di tornare a vivere partite contro grandi tifoserie. Sono stato a Novara, a Brescia: belle trasferte, ma quella per un derby deve essere fantastica.
Primo, attenzione e organizzazione: questo campionato è duro e infatti il Varese non ha vinto facilmente (quasi) nessuna partita. Secondo, segnare qualche gol in più: io non pretendo bel gioco, mi piace vincere. E poi, ovvio: unità d’intenti. Che, in questo Varese, non manca.
Per me tifare la squadra della propria città è quasi un dovere morale e per conquistare la serie C serve l’aiuto di tutti. Per convincere un amico gli direi semplicemente che allo stadio ci si diverte. Ci si diverte guardando la partita, cantando con la curva, parlando e confrontandosi con gli altri tifosi, ascoltando le opinioni di tutti. E poi il calcio visto allo stadio, invece che in TV, è tutta un’altra cosa.












