La pausa di campionato può spesso modificare gli equilibri, spezzare il ritmo di chi è in forma e dare ossigeno a chi arriva a dicembre sulle gambe e con il fiato corto. Durante le tre settimane di stop forzato e senza partite, entra in gioco prepotentemente la figura del preparatore atletico, che ha il compito di gestire e stimolare i giocatori, di portarli nelle migliori condizioni alla ripresa del campionato. Inevitabile dunque chiedere al professor Ciro Improta come sono trascorse queste tre settimane in attesa della gara odierna.
Finito il campionato, abbiamo stilato un programma con mister Baiano, puntando principalmente su due aspetti, la potenza aerobica ed il lavoro di forza, di potenza. Abbiamo avuto la fortuna di poter utilizzare il centro Life per il lavoro sia di piscina che di palestra sui macchinari. Abbiamo lavorato anche al Golf Club di Luvinate sulle salite. A differenza dell’anno scorso, quando ci fu un mese a disposizione, non avevamo tanti giorni di lavoro, però la squadra ha risposto bene. A livello di campo, mister Baiano ha insistito molto su sedute di intensità con la palla, partitelle a pressione, possesso palla. Il mister chiede molto sotto questo aspetto ed i ragazzi ci hanno seguito e questo è importante perché quando perdi il ritmo partita non è semplice ritrovarlo.
Le amichevoli sembrano sempre facili, però bisogna calcolare che avevamo lavorato duramente nei tre giorni precedenti e sicuramente qualcuno ne ha risentito. Un po’ il campo, un po’ il freddo, non era semplice. Come non è facile allenarsi in questi giorni allo stadio, perché il clima attuale rende il campo è ghiacciato ed è un rebus riuscire a lavorare nel modo migliore. Per questo la cosa importante, per quanto mi riguarda, dell’amichevole di Sesto, è che non si sia fatto male nessuno. Sono venuti a casa tutti sani e non è scontato quando giochi a metà settimana e sei fermo da un po’.
Sì, abbiamo tenuto il ritmo alto anche perché la condizione della squadra a fine campionato era buona. In più, abbiamo cercato di lavorare sulla potenza lattacida, perciò sia il lavoro a secco che quello con il pallone sono stati fatti ad alti ritmi. Non volevamo perdere la condizione della squadra, poi in realtà è la partita che ti sistema la condizione. Perché ti puoi allenare quanto vuoi e ti sembra anche di andare a duemila, ma la domenica è un’altra cosa. Sarà dunque il tempo ad aiutarci a tornare in piena efficienza.
Sono contento, e anche il mister , della condizione dei ragazzi e di come tutti hanno lavorato. Sono convinto che sotto questo aspetto ci siamo, siamo pronti. Tutti hanno risposto bene, anche giocatori che precedentemente avevano avuto problemi, come Giovio, Bottone e Calzi, si sono allenati tutti i giorni e hanno ritrovato una buona condizione.
Ammetto che, quando sono arrivati li abbiamo trovati un po’ indietro di forma, sotto diversi aspetti. Questi giorni, oltre ad aver recuperato Giovio, Calzi e Bottone, sono stati positivi perché ci hanno permesso di portare alla pari questi giocatori. Loro stessi si erano accorti di faticare a tenere i ritmi che richiede il mister. Questi sei giorni di preparazione sono serviti anche e soprattutto a loro.













