Crediamoci insieme uno vicino all’altro. Il vento sarà con noi

Il commento

Il campionato è tornato. Finalmente. E, per la prima volta in stagione, al Franco Ossola torna anche il gelido vento che scende giù dal Sacro Monte e raggiunge il centro del rettangolo verde. I giocatori lo conoscono, gli avversari lo temono, i tifosi biancorossi lo venerano. È il soffio della storia che spinge il Varese oltre i suoi limiti, che chiede una reazione di cuore per scaldare la festa sulle tribune, che profuma l’aria di desideri, che riporta alla mente le grandi imprese passate. Il Franco Ossola è casa e la famiglia biancorossa è pronta a ritrovarsi dopo le feste, per inseguire – ancora una volta, tutti insieme – il sogno di un popolo che ha ritrovato (e ricostruito) la passione, l’umiltà, l’energia, l’entusiasmo per poter tornare dove vuole e merita di

stare. Oggi c’è il Cuneo, domenica si va a Carate, poi più avanti ci saranno Borgosesia, Caronnese, Chieri e tutte le altre: il cammino è pieno di ostacoli. Insormontabili? Nemmeno uno. A una condizione: giocare da Varese. Lottare da Varese. Sudare da Varese. Vincere da Varese. Essere il Varese: una squadra fatta di grinta, cattiveria e fame, in cui la tecnica esalta il sacrificio, l’impegno trascina la classe, il singolo è al servizio del collettivo, il gruppo è tutt’uno con i tifosi. La serie C è lì e c’è tutto per prendersela. Bisogna crederci, per superare la paura di non farcela che fa tremare le gambe. Bisogna crederci, per affrontare a testa alta il vento e portarlo dalla nostra parte. Stiamo stretti, uniti, compatti, uno vicino all’altro. E ce la faremo.