In queste settimane è stato notato dai cittadini un incremento del numero di mendicanti e di venditori di oggetti e di rose nell’intera città.
Sulla base delle segnalazioni, abbiamo tentato di costruire una mappa. In corso Matteotti ci sono mendicanti itineranti, che camminano, fermano le persone, e chiedono loro soldi. In questo caso si tratta specialmente di ragazzi giovani, di colore, che non parlano bene l’italiano. Un fenomeno analogo si verifica in via Como e in via Cavour.
In corso Moro, in via Volta e in galleria Manzoni si situano invece i questuanti più “classici”, quelli che trascorrono la giornata seduti, appoggiati alle colonne, davanti a un cappello o a una vaschetta per raccogliere soldi.
I semafori sono quasi tutti “colonizzati” da persone di diverse etnie, che sembra si spartiscano il territorio seguendo una precisa strategia. Il comparto vicino all’uscita dell’autostrada è preferito dai rom che arrivano al mattino con il pulmino e che si situano ai semafori di via Sant’Imerio, viale Borri, via Magenta. Al mattino, i questuanti fanno leva sul buon cuore delle persone con cartelli strappa lacrime. Al pomeriggio, è invece più frequente la vendita di fiori. Spesso, nelle ore pomeridiane, i rom cedono il passo agli indiani e ai pachistani.
Masnago è un altro dei quartieri favoriti dai rom per la questua e per la vendita di rose ai semafori: le stesse persone che si incontrano al mattino vicino all’autostrada, spesso al pomeriggio sono a Masnago, nei pressi dell’oratorio e di villa Baragiola. Altri punti critici sono via Piave (dove spesso c’è un questuante zoppo), via Sabotino, via Dandolo e viale Aguggiari.
E poi ci sono i parcheggi, dove alcuni uomini, prevalentemente marocchini, sostano indisturbati dal mattino alla sera chiedendo i soldi agli automobilisti in cambio di un aiuto nell’individuare il posto libero o nell’utilizzare i parcometri. In piazza Ragazzi del ’99, per esempio, c’è un marocchino che ha stretto amicizia con gli automobilisti che parcheggiano più frequentemente e che chiama addirittura “clienti”.
«Ogni giorno i vigili urbani sequestrano la merce in vendita ai semafori: è l’unica cosa che possiamo fare per reprimere il fenomeno – afferma il vice sindaco– Il regolamento del decoro urbano parla di un’ammenda di 100 euro e del sequestro delle merci. La sanzione, però, sarebbe carta buttata al vento: andrebbe a bilancio senza essere riscossa, e costituirebbe perfino un danno per il Comune, che non potrebbe neanche arrivare a riscuotere la sanzione attivando azioni legali».
Il regolamento di polizia urbana approvato nel 1970 e aggiornato nel 2006 dal commissario straordinario che prese il posto del sindaco Fumagalli, all’articolo 38, sancisce che agli incroci (quindi anche ai semafori) è vietato mendicare e molestare per petulanza. Il divieto si estende anche al pubblico passaggio qualora i mendicanti manifestino comportamenti invasivi e molesti con i pedoni. Ad oggi, infatti, la questua non molesta, e che non arreca intralcio al traffico, non può essere perseguita. «Non è una cosa prioritaria, ma è mia intenzione aggiornare questo regolamento perché penso che nel 1970 e nel 2006 il problema dei migranti non fosse quello che è oggi. I flussi migratori sono cambiati e bisognerebbe prevedere qualche altra misura. Per ora, però, il Comune si deve attenere al regolamento in vigore – continua Zanzi, che conferma che stanno continuando i controlli in piazza Repubblica finalizzati a far rispettare l’ordinanza anti bivacco. I risultati ci sono: «La sporcizia nella zona è diminuita».
«Secondo me il sistema di sicurezza messo in atto in questo periodo dal Comune sta iniziando a dare i suoi frutti, questo su una visione generale del problema. Ho stimato che, sulle 24 ore, non c’è la continuità di bivacchi e di questuanti che c’era prima» commenta , presidente degli Angeli Urbani.












