«Dissuasori contro chi bivacca». E scattano anche le prime sanzioni

Il vicesindaco propone di utilizzare sistemi per impedire di sedersi

Ieri i vigili urbani hanno applicato l’ordinanza anti bivacco, ritirato numerose bottiglie e dato le prime due sanzioni (di circa 100 euro) a chi non ha voluto collaborare. Questo nell’ambito di due operazioni che si sono svolte in tarda mattinata e al pomeriggio dalle 16.30 alle 17.45. Adesso il vice sindaco Daniele Zanzi sta pensando di fare un altro passo verso la risoluzione del problema del bivacco: «installare dissuasori di seduta, di lamiera ondulata, sulla bocca di lupo del parcheggio di fronte alle Corti, che è la preferita da chi sosta in piazza».

Inoltre, Zanzi proporrà di «togliere “il fungo” per la ricarica dei telefoni e, coinvolgendo chi di dovere, trovare il modo di non far salire le persone sulla scala di emergenza esterna del teatro, che viene usata come “torre di vedetta” e da cui vengono fatte cadere bottiglie. Nonché potenziare l’illuminazione con fari che puntano la luce perpendicolarmente verso i piloni. Questo perché i fasci di luce esistenti, seppure forti, sono obliqui e lasciano alcune zone in ombra». Si tratta di piccoli accorgimenti, «nati andando in zona, confrontandosi con i cittadini e con gli addetti Aspem», ma che possono risultare efficaci: «come l’aver innalzato la chioma delle conifere (lungo la via Bizzozero, ndr): in questo modo abbiamo tolto i nascondigli di droghe e refurtive» dice Zanzi. I negozi delle Corti, inoltre, stanno proteggendo con password le proprie reti wifi, cosa che dovrebbe disincentivare la sosta degli stranieri che usano internet per comunicare con i propri Paesi. Continuano anche i controlli della Polizia di Stato. Lunedì gli agenti hanno avvistato in piazza Repubblica un magrebino che con atteggiamento sospetto confabulava con un giovane italiano. Osservando i due, gli operatori si sono accorti che lo straniero ad un tratto ha estratto dalla calza, da lui indossata, un piccolo involucro che ha poi consegnato al giovane italiano. All’avvicinarsi dei poliziotti i due hanno cercato di dileguarsi: l’italiano è riuscito a far perdere le tracce mentre lo straniero è stato fermato. Il successivo controllo ha permesso di accertare l’escamotage utilizzato dal magrebino per occultare lo stupefacente da spacciare: infatti nella calza, dalla quale aveva prelevato la dose ceduta all’italiano, aveva occultato altri 30 grammi di hashish, già divisi in singole dosi pronte per la cessione. Alla luce di quanto emerso, la perquisizione è stata estesa all’abitazione del nordafricano, rifugiato politico, nel corso della quale gli operatori hanno sequestrato altri 300 grammi di hashish occultati sotto al divano, nonché denaro contante, pari a circa euro 100 in banconote di piccolo taglio, evidente provento dell’attività di spaccio. Lo straniero è stato tratto in arresto per la flagranza del reato di detenzione e spaccio di stupefacenti e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Varese che coordina le indagini finalizzate a risalire alla filiera dello spaccio di droga nel centro cittadino. Sempre nella stessa giornata, il personale delle volanti della Questura di Varese ha deferito in stato di libertà due giovanissimi coetanei sudamericani, un ecuadoregno e un colombiano, che detenevano 20 grammi di marijuana. Ieri il consigliere comunale della Lega Nord, Marco Pinti, ha depositato una duplice istanza per ottenere informazioni dall’amministrazione Comunale sul numero, sulla mappatura delle strutture e degli enti gestori dei richiedenti asilo politico a Varese.