«Così penalizzate la classe media». I genitori protestano per gli asili

Un altro problema sollevato è stato quello degli orari di ingresso e di uscita

«Così penalizzate la classe media». I genitori sono preoccupati di dover fronteggiare un aumento considerevole delle rette delle scuole d’infanzia comunali.

Il timore, infatti, è che sia sufficiente avere due auto a famiglia, due stipendi normali, e un’abitazione di proprietà per ritrovarsi nella fascia Isee che supera i 55 mila euro, cosa che significa pagare la quota più alta, sia per le frequenze scolastiche standard e ridotte, sia per il prescuola, che per il doposcuola.

I genitori hanno dato voce a questo timore ieri, nell’ambito dell’incontro organizzato dal Comune alla scuola d’infanzia Don Milani per spiegare il nuovo sistema tariffario.

Erano presenti l’assessore Rossella Dimaggio, il dirigente Andrea Campane e il funzionario Gabriella Mangano. L’assessore ha portato alcune simulazioni. Per esempio: una famiglia che ha Isee pari a 21.850 euro si troverà a pagare 47 euro di retta mensile, contro i 54 euro di quest’anno. Chi ha Isee pari a 14 mila, pagherà 28 euro invece che 43 euro. Chi ha Isee pari a 52 mila, pagherà 123 euro al posto di 64 euro.

Sebbene sia possibile recarsi in assessorato per avere una simulazione della quota da pagare per i servizi scolastici, i genitori ieri sono intervenuti alla riunione senza avere in mano dati precisi. Sulla base dei loro conti, però, in molti, il prossimo anno scolastico si troveranno a pagare una retta doppia rispetto a quella di quest’anno. «A queste condizioni manderemo i nostri figli negli asili privati» hanno detto alcuni genitori. Una coppia ha ipotizzato di dover andare a mangiare alla mensa della Brunella.

Dalla sua, il Comune ha stimato un aumento massimo di 100 euro tra la rata massima dello scorso anno e quella massima di quest’anno. «Sembra che ci sia una discrepanza di lettura dei dati, può essere che il punto di vista nostro e dei genitori non sia lo stesso, riverificheremo le nostre simulazioni» ha detto l’assessore Dimaggio. Va specificato, inoltre, che non si conosce l’esatta distribuzione dei cittadini di Varese sulla base dell’Isee, indice che è stato recentemente oggetto di una revisione.

Un altro problema sollevato dai genitori riguarda gli orari di ingresso e di uscita dell’asilo. Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli asili comunali inizieranno alle 9 del mattino, chi avrà bisogno di lasciare il figlio prima di quell’ora dovrà aderire al servizio prescuola, pagandolo extra. I genitori, di conseguenza, hanno chiesto al Comune una tolleranza di 15 minuti, ovvero il permesso di accompagnare i bambini all’asilo alle 8.45.

«Proveremo a vedere cosa è possibile fare» è il commento dell’assessore Dimaggio, che precisa però «che la modifica degli orari è stata fatta per esigenze di turnazione degli educatori».

Sicuramente le famiglie potranno iscriversi al prescuola in corso d’anno, cosa che non era possibile fare nel passato, «una scelta che abbiamo fatto perché conosciamo le condizioni di lavoro di oggi e vogliamo dare più flessibilità ai servizi» conclude l’assessore.