Quella di giovedì è stata una giornata di iper afflusso all’ospedale del Circolo di Varese. Al triage del Pronto Soccorso sono stati registrati 210 ingressi, dovuti a una “coda” del picco influenzale e ad altre cause (tra cui traumi, malori e diverse patologie). All’ospedale del Ponte, invece, la situazione si mantiene tranquilla, con mediamente circa 40-50 accessi al giorno, dovuti a patologie come febbre, vomito, diarrea e bronchioliti.
Il giovedì nero rappresenta una eccezione: di solito, infatti, la giornata durante la quale si registrano più accessi è il lunedì. Nonostante il numero elevato di accessi, possiamo dirci quasi fuori dall’influenza stagionale che quest’anno ha “colpito” con febbre, patologie intestinali e mal di testa.
«L’influenza sta calando fortunatamente – conferma il medico sentinella – Il picco influenzale è stato raggiunto nell’ultima settimana dell’anno scorso e nella prima di gennaio. Adesso i numeri stanno calando e pensiamo che nel giro di un mese dovrebbero arrivare a livelli basali. Anche da parte nostra, le visite ambulatoriali e domiciliari sono molto diminuite».
Non è ancora possibile tracciare un bilancio della stagione dal punto di vista “influenzale”, ma alcune caratteristiche dell’influenza che ha caratterizzato l’inverno 2016-2017 sono già chiare. «Possiamo dire che, rispetto alle altre stagioni, il picco è arrivato in anticipo di un mese – continua Sessa – Se solitamente il picco veniva registrato tra gennaio e febbraio, quest’anno ha anticipato alle vacanze di Natale, cosa che ha costretto numerose persone a letto durante le ferie».
Nonostante tra le persone corra voce che l’influenza quest’anno sia stata particolarmente “feroce”, il numero di malati si mantiene nella media: «Attualmente sono 3 milioni e mezzo le persone colpite dall’inizio della sorveglianza epidemiologica, quindi da metà ottobre ad oggi. Si stima che alla fine saranno 5 milioni le persone colpite, numero proprio di una stagione media, normale in termini di casi» conferma Sessa.
Ci sono persone che affermano di aver ripetuto più volte l’influenza nell’arco di questo inverno. In realtà ciò non è possibile: chi si è ammalato più di una volta è stato oggetto di sindromi da raffreddamento o preda di virus intestinali. «La vera influenza non si può ripetere più di una volta nello stesso anno – conferma Sessa – Il virus può variare, ma non subito».













