Busto Arsizio Sono spuntati i nuovi bidoni della raccolta differenziata e nei prossimi mesi, pagate dalle Fs, arriveranno anche le telecamere, ma l’estate non fa dimenticare i problemi della stazione centrale delle Ferrovie dello Stato di Busto, ancora colpita da degrado e inefficienza. Una specie di terra di nessuno, dove spicca il contrasto tra la modernità spinta di certi dettagli, come le mappe in caratteri braille per non vedenti o i monitor di ultima generazione, e il degrado che permea i muri dello storico edificio di piazza Volontari della Libertà.
Tra i pendolari che frequentano quotidianamente lo scalo prevale la rassegnazione: «Ormai non ci facciamo più caso. Da anni sentiamo dire che la stazione verrà riqualificata ma non ci crede più nessuno». Fino ad oggi si sono visti solo piccoli ritocchi, interventi di maquillage spicciolo che non toccano la sostanza del problema di una stazione che non è certo un degno biglietto da visita per la città.
E mentre la pulizia è diventata l’unica buona abitudine e i bidoncini per la raccolta differenziata hanno un design avveniristico, restano grosse carenze difficili da sopportare: bagni e bihglietteria chiusa, per esempio. Come il pavimento sconnesso e le erbacce dilaganti sulle banchine, incorniciate anche dalla porta inesorabilmente chiusa della sala d’attesa.
Il viaggio nel degrado, il progetto della videosorveglianza e la galleria fotografica sul giornale in edicola giovedì 13 agosto
f.artina
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