Varese dice addio a Gianluigi Brusa

Imprenditore, partigiano, filantropo: si è spento nel sonno a 92 anni. Oggi alle 15.30 i funerali

Varese dice addio a un uomo perbene, Gianluigi Brusa: partigiano, imprenditore, filantropo che ha amato la città, la chiesa e i varesini.

Era un uomo di poche parole, “col cuore in mano” ma concreto e generoso. Se n’è andato in pace, nella notte tra martedì e mercoledì senza accorgersene.

«Ha sempre avuto una grande attenzione per la sua famiglia e per l’azienda familiare – ricorda monsignor Peppino Maffi, già prevosto di Varese – ed è stato un uomo di fede che traduceva in attenzione verso gli altri, in particolare per l’Unitalsi, per l’oratorio e per la parrocchia di San Vittore nell’essere accanto a chi aveva bisogno. La sua era una generosità vera, concreta e non esibita».

Grande appassionato di viaggi e persona curiosa, è rimasto legato per tutta la vita agli amici di gioventù dall’oratorio San Vittore alla Robur et Fides. Era nato nel 1925, figlio di Eugenio che aveva una ditta di impianti e riparazioni di attrezzature idrauliche e commercio al minuto in via Magatti. Bimbo vivace e anche un po’ discolo, dopo le elementari a Varese aveva chiesto di frequentare il collegio convinto che gli servisse quel rigore per non perdersi nella vita.

Gli anni della sua formazione corrisposero a quelli della lotta di Liberazione in Italia. Brusa affiancò l’operato dell’assistente dell’oratorio di San Vittore don Franco Rimoldi, che all’epoca aiutava ebrei, disertori e antifascisti a espatriare. Distribuiva volantini e manifesti clandestini e «faceva la spola in bicicletta per la Brigata partigiana cattolica» ricorda l’amico Angelo Antonetti.

«Come tutti i partigiani veri – ricorda il genero Marco Dal Fior – non ha mai voluto raccontare molto di un periodo dell’esistenza che probabilmente riteneva tutto suo».

Sempre con don Rimoldi Gianluigi andò sedicenne come volontario a Loreto e «assistette a una guarigione prodigiosa – racconta la figlia Eugenia –. Faceva il barelliere e la signora che trasportavano al santuario era in fin di vita, ma mentre pregavano era stata risanata davanti ai suoi occhi», evento che lo portò a entrare nella locale Unitalsi, fino a diventarne presidente per 50 anni. Quando nel ’51 si sposò con l’amata Amalia, scomparsa nel 2007, chiarì che per lui avere una famiglia era fondamentale e che ne avrebbe voluta una numerosa, ma ci sarebbe stata sempre prima di tutto l’Unitalsi. Nel frattempo aveva preso le redini dell’azienda di famiglia, ora gestita dai cinque figli. Consigliere comunale negli anni ’60, membro del Lions Varese Prealpi, esponente di primo piano dell’Associazione Commercianti di Varese e presidente dell’organizzazione degli anziani del Commercio della provincia di Varese, è stato insignito di diversi riconoscimenti: dalle varie commende ai cavalierati, cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro, alla Gold Age. Il giorno di San Valentino aveva compiuto 92 anni: «era contento perché aveva ricevuto gli auguri di figli e amici. Si è addormentato sereno proprio come si augurava». Oggi alle 15.30, i funerali saranno celebrati nella Basilica di San Vittore.