Il piano della sosta si può leggere in due modi: o come la soppressione degli stalli bianchi a favore di quelli blu a pagamento, disagio che però viene ripagato dai parcheggi di periferia collegati alla città con il bus a prezzo simbolico. Oppure può essere interpretato come la risposta all’esigenza di trovare parcheggio facilmente in tutta la città, con abbonamenti studiati per differenti target di utenza e istituendo quattro tariffe diverse, che prevedono costi più alti centro città e più bassi in periferia.
«Partiamo dalla fotografia dell’esistente: qual è la vita del pendolare che va a prendere il treno? – domanda l’assessore all’urbanistica Andrea Civati – Ogni giorno deve fare code, andare alla ricerca estenuante di un parcheggio tra Biumo Inferiore e Giubiano, spesso è costretto a lasciare l’auto in divieto di sosta o, se opta per un’area a pagamento, a pagare una cifra compresa tra 10-15 euro al giorno. A mio parere sarà meglio comprare un abbonamento di costo modesto, che dà a una persona la sicurezza di trovare parcheggio in un’area dedicata (come via Cimone) migliorando la qualità della propria vita».
«Per i lavoratori la situazione è ancora peggiore, perché in centro Varese tutti gli stalli sono blu – continua Civati – Se un lavoratore dovesse lasciare l’auto in via Sempione spenderebbe 15 euro al giorno. Noi invece diamo tre opzioni: comprare un abbonamento a un costo inferiore dell’affitto di un garage e che consente di parcheggiare in via Verdi, via Sempione e in altri parcheggi convenzionati. Lasciare l’auto gratuitamente in via Trentini e camminare fino in centro. Raggiungere la città in bus, lasciando l’auto nei parcheggi di interscambio».
I parcheggi di interscambio, collegati con il bus, sono isolati e pericolosi?
«Lo stadio, l’Iper e il Carrefour sono sicuri. Alla Schiranna vedremo di potenziare la scarsa illuminazione» risponde Civati.
C’è chi ritiene che il piano della sosta renda difficile la vita ai lavoratori, che ci metteranno più tempo ad arrivare al lavoro. Ma Civati è pronto a dimostrare il contrario: «faremo delle simulazioni. Una persona alle 8 del mattino lascerà l’auto all’Iper, prenderà la N che passa ogni 20 minuti, farà un viaggio di 13-14 minuti e arriverà in centro. Alla stessa ora una persona partirà dall’Iper con l’auto, con l’obiettivo di trovare un parcheggio gratis nelle vicinanze del centro di Varese. Immaginando che il posto di lavoro sia in piazza Monte Grappa, chi arriverà prima?».
Un argomento spinoso riguarda le tariffe, i cui prezzi non sono ancora stati comunicati alla cittadinanza. «Abbiamo un’idea del range per le diverse tipologie. Non abbiamo voluto inserire questo elemento perché il dibattito si sarebbe focalizzato sui 10 centesimi in più o in meno – risponde Civati – Oggi l’obiettivo è capire se il piano della sosta rappresenta un modello migliorativo oppure no. Dopo un confronto con la città ci concentreremo sulle tariffe, che al momento non sono oggetto di dibattito».
Il piano pubblicato sul sito del Comune, però, riporta l’esempio di Novara, i cui abbonamenti per i lavoratori che parcheggiano in centro vanno da 30 euro al mese a 450 euro all’anno. «Abbiamo inserito quel dato solo per dare un’idea di cosa intendiamo per abbonamento, le cifre non vanno prese in considerazione» conclude Civati, che afferma che lo stesso principio vale per la tabella in cui si paragonano le tariffe in vigore nelle diverse città.
A Varese, oggi, la tariffa più alta è pari a 1.50 euro all’ora. Le città dove si paga di più sono Treviso e Bergamo, con 2 euro all’ora.













