Due alberi secolari a rischio per DayCenter2 al Circolo di Varese

Un Liquidambar e un Platano “ostacolerebbero” la costruzione del nuovo padiglione. Vertice in Comune

Agronomi, vertici ospedalieri e dell’amministrazione comunale, tutti riuniti attorno a un tavolo, domani mattina a Palazzo Estense, per decidere le sorti di due piante secolari. Si tratta di un Liquidambar e di un Platano che hanno messo radici nel parco del vecchio Ospedale di Circolo e che si trovano proprio sul terreno destinato alla costruzione del nuovo DayCenter 2.

Pochi mesi fa, durante l’inaugurazione della psichiatria, l’annuncio del governatore Roberto Maroni di un nuovo finanziamento per 16 milioni e mezzo di euro per la costruzione di un nuovo padiglione in cui far confluire tutte le attività rimaste nei vecchi padiglioni del Circolo, dall’oculistica, al laboratorio analisi alla radiologia per esterni. L’unica attività sanitaria esterna dovrebbe rimanere la dialisi, che avrà una sede tutta sua completamente rinnovata.

Per realizzare la nuova struttura bisognerebbe abbattere il padiglione Santa Maria (l’ex geriatria che ora ospita il laboratorio analisi) e non una, ma ben due piante di interesse storico e monumentale. A sollevare il problema, a dicembre, il vicesindaco Daniele Zanzi, che il parco dell’ospedale di Circolo lo conosce bene.

«Quel Liquidambar è uno degli esemplari più grandi su tutto il suolo italiano», precisa. «Già qualche anno fa, quando ero presidente della Commissione paesaggio, dovetti intervenire per difendere questa pianta, minacciata dalla costruzione del DayCenter1 (ex pronto soccorso, ndr) che, proprio per non abbattere il liquidambar, fu spostata di 14 metri».

Ma la misura in sé non fu sufficiente a garantire il benessere della pianta secolare: «Non permetteva alla gru di girare e così, invece di alzare il macchinario, è stato potato intensamente, creando squilibri fisiologici su un albero che, in quanto anziano è già delicato – spiega Zanzi – tutti i vecchietti hanno dei problemi ma non per questo si ammazzano. Nel caso di questo Liquidambar, purtroppo il regolamento per la tutela del Verde pubblico non furono applicate né ci furono i controlli e la pianta ne ha risentito», ammette il vicesindaco.

Domani la prima parola toccherà ai tecnici che nelle scorse settimane hanno valutato la stabilità dell’albero: «Valuteremo le perizie e prenderemo una decisione nell’interesse dei cittadini e del patrimonio della città», conclude il vicesindaco che spera di poter spostare anche il DayCenter2, per salvare il Liquidambar e il grande Platano, suo gemello. I destini delle due piante sono legati.

Non è la prima volta che la tutela del verde, e in particolare degli alberi secolari, si scontra con la costruzione del nuovo ospedale. Nel secolo scorso questi erano uno dei valori aggiunti del Circolo, con i padiglioni storici immersi nel verde. Aiuole, prati, viali alberati e piccoli boschetti facevano somigliare l’ospedale pubblico cittadino a una clinica privata. Ma nel nuovo millennio le piante sono sacrificate all’ammodernamento delle sue strutture.

Così la costruzione del nuovo monoblocco ha praticamente azzerato la ricca pineta che sorgeva attorno a piazzale Avis. Problemi di abbattimenti e ripiantumazioni si sono registrate anche per la costruzione della nuova centrale termica e del DayCenter1.

Il Liquidambar e il Platano sono i prossimi della lista?