Il parcheggio alla Prima Cappella non si farà più.
Quella che finora era una promessa elettorale da parte della giunta Galimberti, ora è diventata realtà. La realizzazione dell’opera è stata infatti revocata, con una determinazione dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio.
Nello specifico, il documento revoca la determinazione dirigenziale 159 del 5 marzo 2014 con la quale venivano approvati il progetto e le modalità d’appalto dei lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato in via del Santuario Prima Cappella, nonché ogni ulteriore provvedimento e atto consequenziale e di esecuzione di quanto ivi disposto, compresi tutti gli atti relativi alla procedura ablativa-espropriativa sino ad ora emanati.
La determinazione riconosce a titolo di rimborso delle spese sostenute per la stipulazione del contratto alla ditta Finteco Lavori Srl la somma di 12.950,20 euro respingendo, nel contempo, ogni altra pretesa risarcitoria per le motivazioni di cui in premessa. Il documento «registra le seguenti economie di spesa per l’importo complessivo di 2.796.723,36 euro relative ad impegni assunti».
Si è arrivati quindi a mettere la parola fine, una volta per tutte, alla costruzione dell’autosilo che, negli ultimi tre anni, aveva spaccato in due la città. La protesta popolare era iniziata a marzo del 2014, con la nascita del comitato Varese2.0, fondato dal vicesindaco Daniele Zanzi insieme ad altri cittadini, che aveva dato vita ad una raccolta firme contro il parcheggio.
Era iniziato quindi un vero e proprio braccio di ferro con la precedente amministrazione, guidata dal sindaco Attilio Fontana. La giunta di centrodestra aveva infatti sostenuto l’opera. Ma anche lo schieramento politico dell’ex maggioranza si era velocemente diviso tra favorevoli e contrari.
«Io avrei preferito che il parcheggio fosse realizzato vicino alla funicolare, nello specifico prima della galleria della funicolare. Ma poi ho sostenuto le scelte fatte congiuntamente, quindi il progetto che prevedeva di realizzare il parcheggio in via del Santuario – ricostruisce Carlo Baroni, vice sindaco dal 10 giugno 2011 al 1 novembre 2014 – Contro quel parcheggio si è scatenata una battaglia molto ideologica, che non ha valutato un aspetto importante, ovvero che un parcheggio in prossimità della prima Cappella serve come la manna. Non averlo fatto è un peccato. Inoltre, non era un parcheggio invasivo perché sotterraneo, che andava a collocarsi in una proprietà privata che si sarebbe trasformata in un belvedere ad uso pubblico. L’opera sarebbe stata piacevole per l’utenza. Da un punto di vista ambientale non si sarebbe neanche vista perché interrata».
La prima battuta d’arresto per la realizzazione del parcheggio si è avuta nel settembre del 2014, quando la Procura di Varese aveva aperto un’indagine, a seguito di un esposto presentato dall’associazione antiracket e antiusura “Sos Italia Libera”, guidata dal presidente Paolo Bocedi e dal vicepresidente Andrea Badoglio.
Nel 2015 la Provincia, che l’anno precedente aveva cambiato colore politico, con la vittoria del centrosinistra, aveva chiesto di sospendere l’inizio dei lavori. A marzo 2016, era arrivata un’interdittiva dalla Prefettura di Milano nei confronti della ditta vincitrice, che aveva quindi fatto desistere la giunta Fontana.
L’ex sindaco aveva dichiarato di essere impossibilitato, di fronte all’interdittiva, a sottoscrivere il contratto, demandando quindi alla futura amministrazione la decisione. Appena insediatosi, il sindaco Davide Galimberti aveva reso subito nota la posizione di bloccare il parcheggio. Oggi l’ultimo passaggio.













