Malpensa Dove non arrivano le parole, ci pensano le cifre. E non c’è nulla da ridere: sono solo segni negativi quelli che si registrano a Malpensa. A dispetto di quanto dichiara il presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno, che rassicurerebbero sul futuro di Malpensa quale aeroporto hub.Nel 2008 sono stati 19.221.632 i passeggeri passati a Malpensa, contro i quasi 24 milioni del 2007, con -19,5% di differenza tra un anno e l’altro. Stessa sorte per i movimenti aerei, diventati 212.841 (-19,3%) mentre le merci movimentate si sono fermate a quota 403.584.451 chilogrammi (-14,3%). Solo segni meno, dunque. Sia a Malpensa, sia a Linate. E ancora. Non c’è più traccia delle 10 destinazioni oltreoceano servite solo da Alitalia: Accra/Lagos, Boston, Dakar, Miami, Toronto (tutti giornalieri) oppure le 4 frequenze per Buenos Aires, le
5 per Caracas e Osaka, i sei voli a settimana per Delhi e Mumbai. Tutti spariti. Anche il diretto per Chicago, città del nuovo presidente Usa, non è più sui tabelloni di Malpensa, sebbene AirOne l’avesse inaugurato soltanto sei mesi fa. Nel complesso, da 1.238 frequenze settimanali, ora se ne contano 201 per una media di 29 voli al giorno contro i 177 della Summer 2007.Intanto ieri a Roma il leghista Marco Reguzzoni, vicepresidente dei deputati del Carroccio, in dichiarazione di voto sulla fiducia che il governo ha posto sul decreto legge anti-crisi ha ribadito l’appoggio all’esecutivo guidato da Berlusconi, ribadendo "con forza la questione di Malpensa e, nel votare la fiducia, confida in una risposta del governo, quella libertà e l’attenzione ai territori che sono il cardine fondante della nostra alleanza".
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