Una strada, il traffico e tutti i suoi rischi. Via Sanvito Silvestro sotto accusa

Automobilisti che bruciano semafori, fiumi di macchine e attraversamenti pedonali pericolosi

Indagato per omicidio stradale l’anziano di 82 anni che verso le 11 di giovedì ha investito Giorgio Alberti, 84 anni, morto poco dopo l’incidente, e la moglie Alessandra Zecchi, 69 anni, morta ieri pomeriggio dopo aver lottato per la vita per quasi 72 ore.

L’uomo, alla guida di una Ford Focus, non ha visto la coppia che, vivendo a pochi metri di distanza dal luogo dell’incidente, stava attraversando sulle strisce all’altezza del Carrefour. Forse è rimasto abbagliato dal sole. Si è immediatamente fermato e ha chiesto aiuto mentre intorno a lui in molti mettevano mano al cellulare per chiedere l’intervento del 112. Ai presenti si è parata davanti una scena di una drammaticità assoluta.

Marito e moglie sull’asfalto, mentre l’ottantaduenne, seduto a bordo strada, sotto shock, non riusciva a smettere di piangere e di chiedere scusa, non smetteva di chiedere come potesse essere accaduta quella tragedia. Sotto accusa, però, c’è finita anche la strada.

Via Sanvito Silvestro è una delle strade più trafficate di Varese. È un lungo rettilineo intervallato da semafori, è vero, che però vedono gli automobilisti molto spesso (non stiamo parlando del caso specifico) bruciare i limiti tra uno stop e l’altro. Il traffico intenso, inoltre, rende gli attraversamenti pedonali quasi inutili: avventurarsi, anche se indispensabile, è un rischio vero. Così come molto rischiano i ciclisti che pedalano a bordo strada senza avere protezioni o spazio.

A questo si aggiungono le numerose attività commerciali, in alcuni casi molto imponenti e molto frequentate, è il caso del Carrefour, che portano numerosi veicoli a immettersi sulla strada principale dai posteggi laterali. Oppure a posteggiare a bordo strada, limitando non soltanto la carreggiata, ma anche la visibilità.

Sia per gli automobilisti che per i pedoni. I secondi devono avventurarsi oltre il mezzo posteggiato per riuscire a vedere se arriva qualcuno ma a quel punto sono già sulla carreggiata.

I primi, invece, rischiano di vedersi sbucare il pedone da dietro il mezzo parcheggiato in modo non congruo quando ormai è purtroppo troppo tardi.