Salviamo le case della Musica. Il Record Store Day è alle porte

L’iniziativa vuole proteggere i negozi di dischi come il Record Runners di via Albuzzi

Record Store Day: un’occasione per salvare la musica e chi di musica se ne intende. E chi con la musica ci lavora: per capirci, ci sono i librai (e il termine racchiude tutto e chi vuole capire capisca) e ci sono i “discai” (neologismo coniato adesso che però, speriamo, renda bene il senso).

Ecco per salvare tutto questo, che per le generazioni sino a quella anni 90 era un universo pulsante e oggi è un Panda, è nato il Record Store Day. In fondo ormai ci sono giornate a tutela di tutto, Carbonara Day compresa. Il Record Store day, che quest’anno cade il 22 aprile, mira a tutelare (pubblicizzandoli perchè, accidenti, è il solo modo) i negozi di dischi. Quelli veri: quelli dove tu entri e il negoziante ti sfila un vinile di Tom Waits senza che nemmeno tu glielo chieda. Non te lo vuole vendere: ti propone di ascoltarlo.

Gente che tratta l’arte come arte, insomma. E a Varese abbiamo il Record Runners di via Albuzzi che parteciperà alla giornata salva musica. Con maglietta celebrativa e concerti unplugged. Ma che fatica. «Venni a conoscenza del Record Store day nell’autunno del 2008 – scrive in un comunicato il titolare Massimo Bruno – Il mio negozio già da sette anni faceva lo slalom fra mille difficoltà per guadagnarsi un posticino, senza lode e senza infamia, nel panorama dei “retailer” del mondo musicale».

I soldi cominciavano a scarseggiare. «La crisi economica cominciava a mordere davvero ma, prima di quella, ciò che era anche un vero ostacolo era l’evolversi della tecnologia legata al mondo di internet e il progressivo inaridimento culturale riguardo la conoscenza musicale – scrive Bruno – Sempre meno appassionati di buona musica e quei pochi rimasti, sempre più contagiati dal facile download digitale, possibilmente gratuito. Non solo, anche la vendita sottocosto da parte della grande distribuzione contribuiva alla progressiva sparizione dei negozi con la conseguente scomparsa anche di competenza, conoscenza, possibilità di diffondere cultura».

L’idea dunque era buona. «Mi sembrò, dunque, che l’idea di partecipare ad una giornata a sostegno, morale ed economico, dei negozi indipendenti come il mio, fosse un’idea meravigliosa, ancorché acerba. Aderii con entusiasmo e mi iscrissi alla lista di punti vendita sparsi, in piccolo numero, un po’ in tutto il mondo – dice il titolare del Record Runners – Il motore trainante dell’evento, doveva essere la pubblicazione a tiratura strettamente limitata di prodotti dedicati. Col passare del tempo sempre più artisti di fama, ormai rassegnati alle scarse vendite del supporto digitale, hanno intuito il potenziale di un tale evento».

Dopo 10 anni i partecipanti sono tanti e arrivano la major. I disguidi, però, sono più dei vantaggi: dischi consegnati in ritardo o non consegnati affatto, nonostante le prenotazioni anticipate. Chi prima arriva meglio accomoda. E il senso di una giornata speciale si perde per sciatteria.

Ma il Record Runners c’è: «Sto facendo stampare delle t-shirt con il logo del mio negozio sul dorso e quello del Record Store Day sul petto. Le metterò in vendita a prezzo di costo e ne farò omaggio a dei clienti particolarmente meritevoli. Inoltre, sto anche lavorando per organizzare uno showcase qui in negozio», conclude Bruno.

E tutto questo sarà puntuale.