Continuano a preoccupare le condizioni del lago di Varese anche in vista della stagione estiva che porterà turisti sul nostro territorio. Turisti che sono già arrivati per le vacanze pasquali, ma per i visitatori lo spettacolo offerto in questi giorni dal lago non è certo dei migliori.
Lunedì sera, , presidente dell’associazione culturale “Il Sarisc” di Oltrona al Lago di Gavirate, ha ricevuto alla stazione del paese un gruppo di studenti liceali milanesi che trascorreranno qualche giorno di vacanza a Biandronno, proprio sul lago di Varese. «Passando sopra il ponte di Bardello, ho mostrato loro l’emissario del lago e la pista ciclabile – racconta Cassani – una puzza irrespirabile proveniva dal fiume Bardello; siamo ovviamente subito ripartiti con gli immaginabili commenti degli studenti ospiti».
Non un bel biglietto da visita insomma per il nostro territorio. Il timore è che in vista dell’arrivo del caldo estivo intenso la situazione del lago possa peggiorare a discapito anche ovviamente della stagione turistica. «Siamo solo ai primi tepori – sottolinea il presidente de “Il Sarisc” – Se la stagione sarà calda come si prevede, a settembre rivedremo lo spettacolo putrescente cui abbiamo assistito nel 2014; sono pronto a scommetterci».
Il rischio è che le acque emanino cattivi odori; stare a guardare senza fare nulla in tempo per evitarlo sarebbe imperdonabile, sia per motivi ambientali che turistici. «Questo tra l’indifferenza generale – denuncia Cassani – in contemporanea con la mostra fotografica sul lago di Varese promossa lodevolmente dal Gruppo Parole e Impressioni».
A parole insomma tutti dicono di tenere al lago ma quando si tratta di passare ai fatti iniziano i problemi. «Lo sporco che c’è sotto il tappeto purtroppo rimane a conoscenza di pochi» afferma Cassani, che sferza l’Associazione dei Comuni Rivieraschi.
«L’apprezzabile associazione dei Comuni sembra impotente vittima del pantano politico e della burocrazia pubblica imperante – dichiara il presidente de “Il Sarisc” – ci auguriamo una pronta reazione con programmi di risanamento definitivi». Cassani ne ha anche per la “Società per la tutela delle acque”: «si svegli e pensi in grande, visto che noi cittadini le versiamo annualmente tre milioni di euro; ne faccia buon uso e non butti i soldi in progetti devastanti e inutili» conclude il presidente “Il Sarisc”. Intanto l’estate si avvicina e il lago soffre.













