Auto, in Francia 6 mld di aiuti, in Giappone maxi tagli Nissan

Auto, in Francia 6 mld di aiuti, in Giappone maxi tagli Nissan


Roma, 10 feb. (Apcom)
– Con il settore dell’auto che in Francia,
tra diretto e indotto rappresenta un posto di lavoro su dieci,
Parigi vara un consistente piano di aiuti statali: sei
miliardi di euro tramite prestiti quinquennali a tassi agevolati
ai suoi due maggiori produttori, la Renault e il gruppo Psa
Peugeot-Citroen. In cambio, le due società si impegnano a non
tagliare produzione e posti di lavoro nella madre patria, a
fermare qualunque piano di delocalizzazione all’estero, e a
moderarsi sui dividendi agli azionisti, dopo che in precedenza
avevano già accettato una stretta sui bonus ai manager.

Secondo le dettagliate indiscrezioni di stampa giunte in attesa
di possibili annunci ufficiali oggi dall’Eliseo – dove il
presidente Nicolas Sarkozy riceve gli operatori della filiera
dell’auto – Parigi mostra quindi di non lesinare risorse per
questo comparto. Da sola l’auto fornisce circa un punto
percentuale di tutto il Pil del Paese e rappresenta il 15 per
cento di tutte le spese su ricerca e sviluppo, secondo il
sottosegretario all’industria Luc Chatel.

Dall’altro capo del mondo, in Giappone, la situazione è ben
diversa. Nissan, proprio l’alleata di Renault, oggi ha annunciato
pesanti tagli occupazionali: saltano 20 mila posti, circa l’8,5
per cento del totale, per il gruppo che ora prevede una perdita
da 265 miliardi di yen, o 2,2 miliardi di euro, sull’anno fiscale
in corso, che si chiuderà a fine marzo. E’ dal 2000 che il terzo
produttore di auto del Sol Levante non chiude un bilancio in
rosso.

E da questa crisi non si salva nessuno: lo tsunami dell’auto
investe ora anche l’India. Negli anni scorsi nel sub continente
il settore ha goduto di tassi di crescita a due cifre; ma a
gennaio le vendite di auto nuove sono cadute del 7,4 per cento a
su base annua, a 768.622 unità, secondo i dati dell’associazione
dei produttori de sub continente. E per i veicoli commerciali è
stato il tracollo: le vendite sono cadute del 51 per cento,
complice un pesante arresto della produzione occorso alla Tata
Motors, primo gruppo indiano in questo segmento.

Tornando alla Francia, secondo diverse anticipazioni di stampa
concordanti, Renault e il gruppo Psa Peugeot-Citroen riceveranno
entrambi prestiti per 3 miliardi a tassi preferenziali del 6-7
per cento, livello al di sotto del quale Parigi non potrebbe
spingersi per evitare attriti con la Commissione europea. Di
contropartita, come anzi detto, si impegnano a non chiudere alcun
impianto in Francia, a non licenziare personale e a bloccare
qualunque delocalizzazione.

Inoltre le case automobilistiche dovrebbero moderare il
versamento di eventuali dividendi agli azionisti. A gennaio le
vendite di Renault hanno subito una contrazione del 20,9 per
cento, quelle di Psa dell’11,9 per cento e per l’insieme del 2009
l’associazione dei produttori europei, Acea, prevede che la
produzione di auto europea diminuirà del 15 per cento.

Voz

MAZ

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