– «A Varese va il mio plauso assoluto». Così il sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni ieri, a Palazzo Estense, ha incoronato il festival Nature Urbane che si è concluso ieri dopo 10 giorni di eventi. I numeri del successo verranno illustrati domani in una conferenza stampa, ma l’amministrazione non ha dubbi: «il festival è stato un successo».
Si parla di 24 ville e giardini, di cui la metà privati e aperti per la prima volta in assoluto che hanno registrato il tutto esaurito; più di 140 visite tematiche; 46 percorsi per le scolaresche; 8 itinerari naturalistici; più di 30 eventi e attività collaterali tra cui conferenze, letture, proiezioni, concerti, animazioni e laboratori per famiglie nei parchi e nelle ville. Il sito internet dell’evento ha collezionato 100 mila clic. Anche la stampa nazionale ha dedicato articoli all’evento.
«Non è scontato investire risorse in una iniziativa dedicata al paesaggio» ha affermato il sottosegretario.
La scelta del tema – ben riassunto dallo slogan “la città in un giardino” – è risultato infatti vincente: «occuparsi di paesaggio significa interrogarsi sui mutamenti che avvengono nel territorio. Salvaguardare il paesaggio – che in Italia è oggetto di quattro ministeri diversi perché può essere letto in chiave agricola, di infrastrutture, ambientale e culturale, ndr – significa farne oggetto di valorizzazione turistica e tutelarne l’identità. Le radici vanno condivise, non possono essere strappate».
Per il sottosegretario, il festival ha anche un valore politico: «un’iniziativa così segna un cambio di passo, perché il valore del paesaggio, se riconosciuto dai cittadini, viene riconosciuto anche da chi li rappresenta. Tutto questo si traduce in un miglioramento della qualità della vita».
Ilaria Borletti Buitoni ha annunciato anche la prossima pubblicazione della Carta del Paesaggio, segno che Varese ha saputo non solo interpretare l’anima della città ma anche proporre un tema di attualità e di interesse nazionale.
A Varese si terrà una seconda edizione di questo festival? Sicuramente sì, ma non sarà un’iniziativa isolata, bensì un momento all’interno di un percorso di valorizzazione del territorio che è partito e che non si deve arrestare. Proprio per l’interesse culturale che riveste, il sindaco Davide Galimberti vede il festival come un modo per affermare Varese su scala nazionale e internazionale. «I numeri collezionati dalla manifestazione sono incoraggianti – ha detto Galimberti – Il festival ha saputo portare interesse anche nei quartieri».
«La cosa più importante è aver suscitato interesse per il tema del paesaggio – ha ribadito il vicesindaco Daniele Zanzi – Il festival non si ferma con la buona riuscita della manifestazione, ma proseguirà. Per esempio, formalizzeremo delibere e incoraggeremo la mobilità sostenibile. Abbiamo scoperto una miniera grandissima: Varese deve diventare capitale italiana della bellezza paesaggistica».
«Per il primo appuntamento con la lettura del Barone Rampante ci aspettavamo 30 persone e invece ne sono arrivate 400 – ha sottolineato l’assessore alla cultura Roberto Cecchi – Questa manifestazione ha avuto successo perché abbiamo capito che alla cittadinanza sta a cuore il paesaggio. Su questo tema possiamo lavorare insieme».
La giornata di ieri è stata caratterizzata anche da un pubblico record a villa Panza.
L’ultimo appuntamento della giornata di ieri è stata la lettura del Barone Rampante con Gioele Dix ai Giardini Estensi, che ha richiamato circa 500 persone.