New York, 26 ago. (Apcom) – Negli Stati Uniti è ancora ricordato
come “the Chappaquiddick incident”, lo scandalo che in una notte
rovinò la carriera politica di Ted Kennedy e che secondo molti ne
frenò definitivamente le aspirazioni per arrivare alla Casa
Bianca, impedendogli di candidarsi alla presidenza nel 1972. A
oltre 30 anni di distanza l’ombra di quell’incidente
automobilistico in cui perse la vita Mary Jo Kopechne, una delle
ragazze che aveva collaborato alla campagna elettorale di un
altro Kennedy, Robert, continuava a segnare la storia di Ted, che
a seguito di quell’evento subì una condanna a due mesi per
omissione di soccorso e fu costretto a scusarsi davanti alla
nazione.
La notte del 18 luglio 1969 Kennedy, già senatore da diversi
anni, è alla guida della sua Oldsmobile Desmond 88 di ritorno da
una festa sull’isola di Chappaquiddick, nei pressi di Martha’s
Vineyard, quando l’auto esce di strada finendo in un canale. Ted
riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza, che
aveva allora 28 anni. Il senatore non chiamò la polizia fino al
giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Dopo una
settimana, il 25 luglio, si dichiarò colpevole di omissione di
soccorso, negando però di essere ubriaco al momento
dell’incidente. La condanna gli fu poi sospesa ma ci vollero
diversi anni perché la storia venisse archiviata. Il senatore
democratico parlò alla televisione americana ammettendo l’errore
e definendo “indifendibile” il fatto di non aver chiamato i
soccorsi.
Nel 1970 vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62
per cento dei voti ma una nuova inchiesta si riaprì nel 1970,
quando i giudici rilevarono che alcuni degli elementi raccontati
dal senatore non erano veri. La vicenda rimbalzò da un tribunale
all’altro facendo intervenire anche la Corte Suprema del
Massachussetts, lasciando comunque una serie di dubbi che negli
anni successivi alimentarono inchieste giornalistiche e libri.
Nonostante la riconferma al Senato, che non ha più lasciato fino
alla sua morte, l’ultimo dei fratelli Kennedy rinunciò a
candidarsi alle elezioni presidenziali del 1972 (le prime dopo
l’assassinio di suo fratello Robert) e secondo molti l’episodio
lo costrinse a farsi da parte anche nel 1976.
Dieci anni dopo quella notte Kennedy annunciò di voler sfidare
il presidente in carica, Jimmy Carter, alle primarie del partito
nel 1979. L’ombra di Chappaquiddick fu però riesumata durante la
campagna elettorale e un lungo speciale in prima serata
intitolato “Teddy” puntò nuovamente i riflettori su quel canale e
quel corpo rimasto nell’acqua per diverse ore prima dell’arrivo
della polizia. Nell’intervista di quella sera, il senatore si
contraddisse più volte e lo stesso Carter fece allusioni a
quell’episodio durante la campagna, spiegando che lui “non era
uno che si lasciava prendere dal panico”. Nonostante il calo nei
sondaggi Kennedy rifiutò di ammettere la sconfitta, che ammise
solo il giorno prima della convention democratica.
Da allora le ambizioni presidenziali furono definitivamente
messe nel cassetto. Ma Ted Kennedy divenne di fatto uno dei
cardini del partito. Il suo appoggio politico è stato decisivo ai
candidati democratici nei decenni successivi per conquistare la
Casa Bianca.
Cep
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