Lega/ Giallo su FaceBook, Cota: “Un falso l’invito a torturare”

Lega/ Giallo su FaceBook, Cota: “Un falso l’invito a torturare”


Roma, 27 ago. (Apcom)
– Ennesimo giallo leghista su Facebook.
Stavolta è il caso della pagina di un sedicente gruppo “Lega Nord
Mirano”, che ha pubblicato sul social network un profilo che ha
come immagine un manifesto che invita a “torturare” i
clandestini. La segnalazione della ‘pagina’ è arrivata dall’ex
segretario del Pd, Walter Veltroni.

“Stamattina – è la dichiarazione di Veltroni – aprendo Facebook
ho visto un’email inviatami da un’amica di Brescia: è la foto che
la sezione di Mirano della Lega Nord usa come immagine di
profilo. E’ un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la
scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa”.
L’ex segretario del Partito democratico aggiunge poi che “tutto
ciò è inaccettabile”, perchè “contrario a ogni forma di civiltà,
prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di
emigranti”.

Immediata la ‘mobilitazione’ su Facebook, dove è stato subito
aperto un gruppo chiamato “cancelliamo la Lega Nord Mirano”, alla
quale, fino a poco fa, risultavano affiliati numerosi esponenti
di spicco del Carroccio, tra cui il capogruppo alla Camera
Roberto Cota, il fondatore del Carroccio Umberto Bossi e suo
figlio Renzo. Proprio da Cota e da altri parlamentari leghisti è
partita la controffensiva. Con una nota, il capogruppo leghista a
Montecitorio sostiene che quella pagina è “un falso, un’ignobile
strumentalizzazione. Con Bossi – fa sapere Cota – abbiamo
provveduto subito a rimuovere amicizia e a segnalare problema al
gestore”.

“Ancora una volta – sono le parole del leghista – stiamo
assistendo ad un circuito mediatico impazzito, che si muove con
la complicità di chi gioca a mistificare la realtà. L`amicizia su
Facebook si da in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno
e non si può in alcune modo essere responsabili delle condotte
altrui. Nel caso di specie – prosegue – siamo di fronte ad una
vera e propria truffa, perché qualcuno si è spacciato per
leghista, intestando una pagina Facebook ad una sezione della
Lega che abbiamo verificato non corrispondere; oltretutto è stato
utilizzato per questa pagina un manifesto patacca (evidentemente
ritoccato graficamente) che la Lega non ha mai ideato, né tanto
meno stampato”.

“Detto questo – prosegue Cota – probabilmente esiste un problema
di regole. Io ho ovviamente fatto rimuovere subito l`amicizia a
questa fantomatica pagina e segnalato la truffa al gestore. Lo
stesso farà Umberto Bossi”.

Intanto, però, si sono mossi numerosi esponenti dell’opposizione
e della società civile. L’Arci presenterà infatti un nuovo
esposto alla Procura della Repubblica contro Umberto Bossi e
Roberto Cota, “sperando – si legge in una nota – che la
magistratura intervenga rapidamente data la gravità dei reati
denunciati. Chiediamo inoltre al gestore del social network di
oscurare immediatamente la pagina. Chiediamo all’opposizione
parlamentare di presentare con urgenza una mozione di sfiducia
nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo e
nello stesso tempo ci domandiamo se il presidente della Camera
Gianfranco Fini non intenda far sentire la sua voce nei confronti
di un membro del Parlamento italiano che aderisce ad un gruppo di
esplicita matrice violenta e razzista”.

Stessa linea anche per l’ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli,
che invita “il ministro degli Interni a chiedere all’Autorità
giudiziaria di perseguire i responsabili di questa gravissima
violazione della legge e del codice penale , in ogni caso invierò
domani mattina un esposto all’ Autorità giudiziaria .Quel che
preoccupa ancora di più è il silenzio del capo del governo
Berlusconi che pur di rimanere a galla deve accettare una simile
vergogna”.

Gic

MAZ

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