Roma, 1 set. (Apcom) – Dopo un anno di cali, ad agosto i prezzi
sono tornati a crescere. L’inflazione infatti in questo mese,
comunica l’Istat, è aumentata dello 0,2% rispetto ad agosto
dell’anno scorso, dopo l’inflazione zero di luglio. Su base
mensile, invece, c’è stato un aumento dello 0,4%, e una crescita
così significativa non si registrava da luglio 2008 (quando aveva
segnato +0,5%).
Si tratta, sottolineano i ricercatori, di un andamento
congiunturale “piuttosto rilevante, al di là degli andamenti
stagionali consueti”. I principali imputati dell’aumento – in
controtendenza rispetto all’andamento dei prezzi al consumo in
Eurolandia con un meno 0,2% – i beni energetici, rileva
l’istituto di statistica: +0,5% congiunturale e -12,1%
tendenziale (dopo il -14,6% di luglio). In crescita anche i
servizi, con un +1,6% rispetto ad agosto dell’anno scorso, mentre
i beni sono in flessione.
Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, “la
lieve ripresa dei prezzi in agosto conferma i sintomi di ripresa
dell’economia e allontana i rischi di deflazione”. Tuttavia,
aggiunge “è ora necessario tenere sotto controllo i prezzi, per
evitare nei prossimi mesi fiammate inflazionistiche: a ciò sono
finalizzate le indagini del Garante dei prezzi sulle imprese
petrolifere e di telecomunicazioni”.
Per i consumatori di Adusbef e Federconsumatori, invece, si
prepara una stangata per le famiglie italiane che potrebbero
spendere fino a 300 euro in più nel 2009 e rischiano una batosta
da 110 euro solo per riscaldare casa. Per il Codacons a questo
punto il rischio vero è che a settembre “arrivi una stangata per
le famiglie italiane”.
Timori invece sulle ripercussioni che il rialzarsi
dell’inflazione potrebbe avere per ina ripresa dei consumi dsono
espressi dalla Confcommercio. “Il dato complessivo
dell’inflazione – avverte Confcommercio – che inverte la tendenza
al ridimensionamento che permaneva da un anno, non può non creare
alcune preoccupazioni anche alla luce del calo registrato dalle
vendite al dettaglio, la cui dinamica mostra comunque un
significativo rallentamento della tendenza alla riduzione degli
acquisti, avvalorando l’ipotesi di superamento della fase più
negativa del ciclo dei consumi”.
Rbr
312013 ago 09
MAZ
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