Roma, 3 set. (Apcom) – Il direttore di ‘Avvenire’ Dino Boffo
avrebbe presentato due volte le sue dimissioni, rimettendo il suo
mandato direttamente nelle mani del cardinale Angelo Bagnasco.
Entrambe le volte, il numero uno della Cei le ha respinte. La
prima volta che Boffo ha presentato le dimissioni – a quanto
apprende Apcom – è stato venerdì, nel giorno della pubblicazione
sul ‘Giornale’ dell’attacco di Vittorio Feltri e del successivo
annullamento dell’incontro all’Aquila fra il Premier Silvio
Berlusconi e il Cardinale Tarcisio Bertone, in occasione della
celebrazione della ‘Perdonanza’. Quello stesso giorno, dunque,
Boffo ha voluto rimettere il suo incarico ma Bagnasco ha risposto
al direttore di restare al suo posto.
L’altro ieri, invece, la giornata è stata più convulsa. Dopo nuovi
contatti tra segreteria di Stato e vertici Cei, e in seguito
anche a una telefonata del Papa a Bagnasco per capire come
starebbero i fatti, Boffo ha deciso di partire per Roma e per la
seconda volta ha rassegnato le dimissioni a Bagnasco. Dimissioni
che, ancora una volta, il numero uno dei vescovi ha respinto
nettamente, con l’invito a Boffo di restare al proprio posto,
soprattutto in questa fase delicata della vicenda.
Intanto, per chiarire la sua posizione e le vicende che lo hanno
coinvolto, il direttore del quotidiano dei vescovi, sempre
secondo quanto si è appreso, avrebbe scritto anche una lettera al
Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone.
L’offensiva del ‘Giornale’ intanto continua. Feltri non accenna a
fare marcia indietro. “Chiedere scusa? Non ho niente per cui
scusarmi”, ha detto. E sulle pagine di ieri dell”Avvenire’
nessun nuovo intervento del direttore, anche se – nelle pagine
del Forum – continuano le lettere di solidarietà al direttore.
“Solidarietà a valanga per il direttore” è il titolo dello spazio
dedicato ai lettori. E in un altro articolo a firma di Danilo
Paolini, ‘Avvenire’ scrive: “Le carte confermano: caso montato ad
arte”. “La verità dei fatti che emerge dalle carte del tribunale
di Terni – prosegue – è assai diversa dalle ricostruzioni basate
su una lettera anonima”. “Il caso, quindi – conclude – è stato
montato su una velina fabbricata ad arte di cui (per il momento)
non si conosce l’autore”.
Solidarietà piena arriva anche da ‘Famiglia Cristiana’ che
denuncia il “brutale attacco alla libertà di critica” e bolla la
mossa di Feltri come “una risposta del ‘Giornale’ diretto da
Vittorio Feltri alla campagna, aperta e guidata con insistenza
dalla ‘Repubblica’, sui comportamenti personali del primo
ministro Silvio Berlusconi”. Mentre il vescovo di Potenza,
monsignor Agostino Superbo, vicepresidente della Conferenza
episcopale italiana, conferma il proprio sostegno a Boffo.
“Rispettosi della verità – ha detto il prelato – aspettiamo che
le cose arrivino a maturazione. Il direttore di Avvenire non ha
commesso nulla di rilevante, come ha confermato anche il
procuratore di Terni”. “Invito – ha concluso Superbo – gli organi
di informazione a far cadere questa vicenda nel silenzio”.
Il direttore del giornale dei vescovi intanto ha cancellato la
sua partecipazione, domani, alla conferenza stampa prevista alla
‘Radio Vaticana’, per la presentazione del libro su Madre Teresa
organizzata dalla Caritas Italiana, che lo vedeva inizialmente
come moderatore. “Non ci sarà Dino Boffo, ma Stefano De Martis,
condirettore di Sat2000”, riferiscono dalla Caritas.
Ssa
MAZ
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