Roma, 4 set. (Apcom) – La città di Losanna in Svizzera e Bruxelles capitale del Belgio si litigano l’eredità di Maurice Bejart. La Fondazione svizzera che porta il nome del grande coreografo ha attaccato la Maison Bejart di Bruxelles, rea di volersi appropriare del nome e dell’opera dell’artista morto nel 2007. La Fondazione di Losanna si proclama invece “unica ereditiera” del patrimonio artistico di Bejart, spiega oggi il quotidiano svizzero Le Temps.
La Maison Maurice Bejart di Bruxelles è nata recentemente con la dichiarata intenzione di perpetuare la memoria del coreografo. Bejart era nato a Marsiglia in Francia ed è morto a Losanna, ma aveva a lungo vissuto in Belgio dove anzi creò alcuni dei suoi più noti capolavori come “Le Sacre du Printemps” nel 1959 e il “Bolero” nel 1960. Sempre in Belgio fondò la sua compagnia, il Ballet du XXe siècle.
La Fondazione di Losanna è presieduta da Gil Roman, che è anche direttore artistico del Ballet Bejart della città (nella foto assieme al coreografo nell’ultima prova a cui Bejart assisté). La stampa belga ha rivelato che la Fondazione tramite un avvocato ha inviato “all’entità belga” una lettera affermando che non ha alcuna legittimità per rappresentare Bejart e la sua opera” nè “alcun diritto di esprimersi a nome di Maurice Bejart”.
Da Bruxelles, si risponde che la casa che ospita la Maison Bejart è l’appartamento dove visse il coreografo per 25 anni a Bruxelles, e che la Maison Bejart, al contrario della Fondazione di Losanna, sarebbe “del tutto disinteressata”. L’entità belga è nata per volontà di Michel Robert, amico e biografo del coreografo.
Dietro la disputa intellettuale, sottolinea il quotidiano belga La Libre Belgique, si cela anche il problema dello sfruttamento comemrciale dell’opera di Bejart, poiché la Fondazione di Losanna ne rivendica i diritti.
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