GALLARATE La Gallarate “by night” prende una sonora bastonata: a infliggerla sono stati gli agenti del commissariato di polizia gallaratese guidati dal vice questore Franco Novati, gli uomini dell’unità del reparto Prevenzione crimine Lombardia di Milano, la squadra amministrativa della questura di Varese e la Direzione provinciale del Lavoro. Una autentica joint-venture anti-irregolarità che l’altro ieri sera ha attuato un blitz durato sei ore
abbondanti. I locali cittadini sono stati passati al setaccio a caccia di lavoro nero, clandestini, ma anche di schiamazzi ed altre sregolatezze tipiche dell’estate.Contro questi reati, venali solo per chi non li subisce, la questura varesina ha dichiarato una guerra senza quartiere: per limitare fenomeni quali il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma anche lo sfruttamento del lavoro nero a tutela di chi cerca davvero un’occupazione.
Pesante il bilancio del raid che ha impiegato decine di agenti: due locali chiusi a tempo indeterminato. A dover serrare forzatamente i battenti sono stati il pub «Route 66», ritrovo amato dai birraioli alternativi, e il ristorante «Yes Brasil», dedicato a chi adora il fusion o la cucina etnica. Si tratta di esercizi pubblici molto conosciuti e molto frequentati. Entrambi vicini al centro. Nessuno dei due locali era in regola. Al Route 66 agenti e militari hanno trovato alcuni dipendenti senza contratto, ragazzi pagati sottobanco poche centinaia di euro: meno di 10 euro all’ora per lavorare tutto il giorno. E allo Yes Brasil è andata peggio: due ragazzi brasiliani, in possesso di permesso di soggiorno pare (ma le verifiche sono ancora in corso) lavoravano senza regolarità contrattuale, ovvero non esistevano sotto alcun profilo occupazionale. Risultato: secondo la legge i due locali resteranno chiusi sino a quando non avranno messo in regola il "nero".
e.romano
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