Il 22% degli italiani è “infastidito” dai turisti

Milano, 12 feb. (Apcom) – L’86% della popolazione italiana riconosce l’importanza del settore turistico per lo sviluppo del Paese, ma c’è anche un 22% che si dice infastidito quando è la propria città a essere meta di numerosi visitatori. E’ il risultato di una ricerca realizzata dall’Ispo e che verrà presentata nel dettaglio nel corso della 29esima edizione di Bit, la fiera del turismo che apre i battenti a

Milano il 19 febbraio. Secondo l’istituto di ricerca milanese il 69% degli italiani ritiene che il turismo sia molto importante. Una percentuale che sale al 75% tra coloro che sono soliti viaggiare anche all’estero. Segno del fatto che la propensione al viaggio, anche oltreconfine, determina una maggiore sensibilità alla questione turistica. La stesso dato che è stato rilevato, in particolare, nel Nord Est (75%) e nei comuni di medie dimensioni (74%).

Quasi tutti gli intervistati (90%) ritengono che la presenza di
turisti in una località ne aumenti il prestigio, in quanto
simbolo di rilevanza culturale o paesaggistica. Resta però uno
zoccolo duro del 22% di infastiditi dalla presenza massiccia di
turisti a casa propria. Un percentuale che diminuisce al 13% tra
coloro che viaggiano anche all’estero e aumenta tra i residenti
nel Centro, area che include città molto turistiche come Roma e
Firenze, così come nei comuni di medie dimensioni (26%).

Gli italiani risultano invece divisi sulla percezione della potenzialità dell’offerta turistica della propria regione. Il 45% degli intervistati indica l’esistenza di margini di aumento dell’offerta, soprattutto i viaggiatori abituali (48%) e coloro che ritengono il turismo una risorsa importante per l’Italia 47%), mentre il 55% degli intervistati, in particolare chi abita nel Nord Est e al Centro, giudica l’offerta

ormai satura. I più ottimisti abitano al Sud e nelle isole maggiori. Sono soprattutto i comuni di medie dimensioni, che già prima riconoscevano più di altri il ruolo rilevante del turismo ma si dimostravano anche più insofferenti verso i turisti, a indicare l’esistenza di un margine di crescita, segno forse della necessità di una migliore gestione e organizzazione dell’offerta turistica.

Asa

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