L’ombra del caso Englaro sui rapporti Italia-Vaticano

L’ombra del caso Englaro sui rapporti Italia-Vaticano


Città del Vaticano, 12 feb. (Apcom)
– Cadono a pochi giorni dalla
bufera politica e diplomatica scatenata dal caso Englaro le
cerimonie per l’ottantesimo anniversario della firma dei Patti
lateranensi (ieri 11 febrbaio) e per il venticinquesimo della
revisione del Concordato (18 febbraio). Se la tempesta con il
Quirinale, per volontà del cardinale Segretario di Stato Tarcisio
Bertone, si è quietata in superficie, in profondità il malumore
per la decisione di Napolitano di non controfirmare il decreto
‘salva-Eluana’ non è ancora scomparso.

Se ieri il Papa non ha menzionato la ricorrenza, l”Osservatore
romano’ dedica da giorni spazio alla rievocazione
dell’ottantesimo compleanno dello Stato del Vaticano e numerose
sono le cerimonie previste nel corso della settimana. Al tema è
intitolata una mostra inaugurata ieri nel Braccio di Carlo Magno
del colonnato berniniano di piazza San Pietro. Il Papa, poi,
presenzierà questa sera a un concerto di Haendel nell’aula delle
udienze. Sempre oggi il cardinal Bertone aprirà un convegno di
tre giorni in Laterano – dove Mussolini e il cardinal Gasparri
firmarono i Patti lateranensi – che, intitolato ‘Un piccolo
territorio per una grande missione’, rievoca il discorso
pronunciato l’11 febbraio 2009 da Pio XI (“Quel tanto di
territorio nazionale indispensabile per l’esercizio di un potere
spirituale”). Le commemorazioni culmineranno nel consueto
ricevimento offerto dall’ambasciatore italiano presso la Santa
Sede, Antonio Zanardi Landi, ai massimi vertici del Vaticano,
guidati da Bertone, e dello Stato italiano (Napolitano,
Berlusconi, il ministro degli Esteri Frattini ed altri membri del
Governo).

Sarà la prima occasione per un incontro tra Bertone, Napolitano
e Berlusconi dopo il caso di Eluana. Una vicenda che non ha
segnato solo una frattura tra Palazzo Chigi e il Quirinale, ma ha
coinvolto, in una triangolazione intricata, il Palazzo
apostolico. E che ha fatto passare in secondo piano ogni altra
questione – di discordia o di concordia – tra le due sponde del
Tevere. L’attenzione nei Sacri palazzi ora è tutta concentrata
sui lavori parlamentari sul cosiddetto testamento biologico.

La decisione di Berlusconi di promulgare un decreto legge per
non fare morire Eluana era stata accolta oltretevere con
soddisfazione e una punta di sorpresa, al punto che il Vaticano
aveva tenuto a smentire “nel modo più categorico” la notizia
apparsa sulla stampa di una telefonata tra Bertone e Berlusconi.
La successiva decisione di Napolitano di non controfirmare l’atto
del Governo è stata accolta, invece, da una diffusa delusione,
alla quale ha dato voce, per primo, il cardinal Martino. Verso il
Colle sono seguite, dopo la morte di Eluana, le rimostranze, più
o meno esplicite, di vari ‘tenori’ della Chiesa cattolica (Ruini,
Bagnasco, Vallini, Scola) frenate solo da una “cortese colloquio
telefonico” tra Bertone e Napolitano (nel linguaggio del
Vaticano) nella quale il Segretario di Stato vaticano ha ribadito
– hanno riferito ambienti del Quirinale – “sia la stima personale
per il capo dello Stato sia la volontà di non interferire in
vicende italiane, pur ribadendo le note posizioni della Santa
Sede sui problemi in questione”.

Ska/Kat

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