VARESE Se c’è un settore d’investimento sicuro anche in periodi di forte crisi economica come questo, quel settore è la sanità. Privata naturalmente. E nel Varesotto se ne sono accorti in tanti.Questo quanto emerge da uno studio della Camera di Commercio di Milano pubblicato nei giorni scorsi e che ha messo a confronto l’attuale registro delle imprese sanitarie private con quello dell’anno scorso per scoprire che le
attività in questo settore hanno conosciuto un vero e proprio boom. La tendenza è nazionale e, nonostante in Lombardia sia meno accentuata rispetto ad altre regioni (basti pensare che in Lazio, dopo lo scandalo della sanità regionale, la crescita è stata addirittura del +48,1%), la provincia di Varese riesce comunque a guadagnare il dodicesimo posto in Italia per numero assoluto di aziende sanitarie private attualmente attive.
Nell’ultimo anno nel Varesotto sono nate 25 nuove aziende in campo sanitario. Così, con una media di una ogni due settimane, le attività in questo settore sono passate da 406 a 431. Di queste quasi una su sei sono studi medici odontoiatrici (in totale se ne contano 76), mentre un centinaio si occupano di servizi sanitari di vario genere, come esami clinici e diagnostici o visite specialistiche ambulatoriali, dalla fisioterapia alle risonanze magnetiche, dal consulto ortopedico a quello cardiovascolare in strutture che possono presentarsi come piccoli centri o come vere e proprie cliniche private. Nel conto sono considerate anche 55 cliniche veterinarie sparse su tutto il territorio provinciale, ma la parte del leone spetta ai centri di assistenza socio-assistenziale residenziale e non per malati cronici, pazienti psichiatrici, anziani o persone che per varia ragioni sono non autosufficienti.
Strutture di questo genere sono almeno un terzo del totale nel Varesotto, suddivise tra 131 strutture diurne e 23 istituti residenziali, meglio note come case di cura o, più tecnicamente, Rsa. Forse però il dato più rilevante emerso da questo studio riguarda il tasso di crescita registrato in questo settore nell’ultimo anno: +6,2% in provincia di Varese. Un risultato che in Lombardia è secondo solo a quelli di Pavia (+10%) e Monza e Brianza (+7,8%).
Una crescita importante che in termini assoluti porta la nostra provincia al dodicesimo posto su scala nazionale per numero di imprese sanitarie private attive alle spalle di territori ben più ampi e popolati. Il primato assoluto spetta alla Capitale che, con una crescita di oltre 65 punti percentuali, è passata da meno di 1500 a a 2454 imprese private in campo socio-sanitario, seguita da Napoli e Milano con quasi duemila aziende del genere ciascuna. In
una generale tendenza di crescita che ha interessato soprattutto le province del centro Italia, le poche eccezioni si contano sulle dita di una mano e tra queste c’è la vicina Verbania con un un -9 per cento. Crescite importanti che però non intaccano il primato dei territori del Nord con la Lombardia che conta ben cinque province nei primi 13 posti della classifica nazionale dei territori con il maggior numero di imprese sanitarie private.
Sarà il sistema lombardo di accreditamento che permette ai centri privati di convenzionarsi al sistema sanitario regionale che rimborsa loro le prestazioni di cui usufruiscono i cittadini pagando il ticket, ma oltre a Varese e Milano, nei primi posti della graduatoria ci sono anche Brescia, Monza e Brianza e Bergamo.
Lidia Romeo
s.bartolini
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