Letta ricuce con Chiesa, Berlusconi punta su governo e Regionali

Letta ricuce con Chiesa, Berlusconi punta su governo e Regionali

Roma, 7 set. (Apcom) – Pochi minuti di colloquio, poi un sorriso a dare sostegno alle sue parole. “Il clima è sereno nella città dei Papi”, “i rapporti tra Italia e Santa Sede sono saldi”. Tocca al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, cercare di scacciare le nubi di un deterioramento dei rapporti tra le due sponde del Tevere. L’ambasciatore per eccellenza del premier presso il Vaticano, incontra

Papa Ratzinger in quella Viterbo dove a rappresentare il governo, in un primo tempo, pareva dovesse andarci proprio il presidente del Consiglio. Circostanza smentita dallo stesso Berlusconi a metà agosto, mentre cominciava a montare la polemica tra Esecutivo e Avvenire sui suoi comportamenti privati, ma prima che scoppiasse il caso Boffo. Letta dice di non essere preoccupato, anche se ammette: “Bisogna sempre lavorare affinché questi rapporti siano ulteriormente rafforzati”.

L’incontro di ieri, insomma, è stato la rappresentazione plastica (e mediatica) di un lavoro di diplomazia che Letta e i cattolici del Pdl stanno portando avanti da tempo. Ufficialmente non si conferma il timore di uno scollamento di quella parte dell’elettorato più sensibile alle tematiche care alla Chiesa, ma sottotraccia si lavora per evitare che questo accada. Non è un caso se il vice capogruppo vicario del partito del premier al Senato, Gaetano Quagliariello, sottolinei come “il mondo cattolico e la Chiesa giudicano i fatti, non le interpretazioni dei giornali”. Il compito che Silvio Berlusconi ha affidato ai suoi uomini in Parlamento è quello di dimostrare, appunto con i fatti, l’attenzione del governo alla voce cattolica già dalla ripresa, quando si affronteranno temi su cui il Vaticano ha i fari puntati: il testamento biologico, certo, ma anche la diffusione della pillola abortiva RU486, vero cruccio Oltretevere.

Agire, insomma. Ed è ciò che il presidente del Consiglio punta a fare per cercare di allontanare la bufera che lo ha visto coinvolto in questi giorni. Ma anche per smentire chi è convinto che la sua leadership sia in declino e aspetta che il suo ‘cadavere passi lungo il fiume’. Berlusconi è pronto, come ha

sempre fatto in passato quando le polemiche montavano e gettavano cattiva luce su di lui, a dare impulso con nuovi annunci all’attività di governo. Ma anche a cominciare a mettere seriamente la testa sulle Regionali, vero test (aldilà dei sondaggi che continua a sbandierare come ottimi) per dimostrare che il consenso degli italiani è dalla sua parte.

Anche per questo, di fronte al dibattito sulla nascita di un grande centro, gli uomini del Pdl rispondono: il partito dei moderati già c’è e siamo noi. “E poi – chiosa Quagliariello – queste cose le decidono gli elettori, non i leader politici, un partito diventa grande se ha molti voti”.

Bac

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