VARESE Dopo gli annunci a pioggia sul nuovo voto in condotta, è arrivato anche il manuale di istruzioni. A tempo debito per qualche scuola, troppo tardi per altre, soprattutto per quelle che – avendo già iniziato gli scrutini, o in qualche caso avendoli già completati in ragione del quadrimestre breve – hanno dovuto arrangiarsi con scelte di transizione o con la clausola di possibili rettifiche. Insomma l’ennesima riforma scolastica resa operativa a giochi iniziati ha portato non poca confusione tra docenti e presidi nei consigli d’istituto varesini.
IL CLASSICO FRENA
È andata di lusso, pensandoci bene, ai più indisciplinati: la scelta di Varese è stata univoca nell’evitare a ogni costo una pioggia di insufficienze, almeno per il momento. «Non sono in grado al momento di fare un bilancio complessivo – ha spiegato Daniela Tam Baj, alla presidenza del liceo Cairoli – per ora abbiamo iniziato gli scrutini ma non siamo ancora arrivati al 50 per cento delle valutazioni. In ogni caso abbiamo dovuto iniziarle prima che arrivasse il decreto attuativo di questi giorni e per questo, come collegio docenti abbiamo scelto di tenere una gestione prudente del voto di condotta, fosse anche solo per un cambiamento dei criteri di valutazione che dobbiamo masticare meglio anche noi». Riforma nuova, metodo antico: questa la scelta cairolina in attesa di chiarimenti. Sostanzialmente si è rimasti alla scala da 7 a 9, con qualche 10 d’eccezione nei casi limite, dove per 7 si continua a intendere una valutazione negativa. «Se il trend che ho visto fino ad ora continuerà, potremmo riuscire a non dare nemmeno un 7. Sono in una scuola dove non si vedono spesso situazioni fuori norma o episodi di violenza o particolare maleducazione, devo dire che gli studenti sono in genere molto educati e corretti».
LO SCIENTIFICO DA’ 6Non preoccupa in nessun modo invece il fatto che il comportamento inciderà sulla media scolastica, come conferma Daniela Tam Baj. «Mi sembra giustissimo che possa alzarla o diminuirla, ci sono ragazzi che pur studiando con rigore non si schiodano dal 6 o dal 7 e se si tratta di studenti educati e attenti si meritano certamente di arrivare a una valutazione più alta». Niente da aggiungere a quanto già riportato dallo stesso ministro nell’applicativo, se non che a fronte di 5 in condotta, comunque elargiti con estrema parsimonia e solo in casi di comportamenti molto gravi, i ragazzi dovrebbero potersi difendere. «Un piccolo processo», spiega la preside.
Qualcosa di simile al Cairoli ha scelto di fare il liceo scientifico Ferraris: se non si è tenuto esattamente lo stesso criterio degli anni scorsi per il voto di condotta, quantomeno in sede di scrutinio intermedio e in attesa del decreto che al momento di iniziarlo ancora mancava, la scuola ha scelto di tenere le valutazioni dal 6 (sufficiente) al 10 (eccellente), escludendo per ora l’insufficienza. Lo ha comunicato con una nota a genitori e studenti il preside Antonio Micalizzi. «I consigli di classe – dice il preside – hanno proceduto all’assegnazione del voto di condotta in attesa dei criteri comuni di riferimento che possano determinare la gravità dell‘insufficienza».
L’ISIS ASPETTA
Nemmeno il nostro Isis, vale a dire l’istituto che ha riassunto gli ex Itis e Ipsia, riuscirà probabilmente a tirar fuori situazioni così problematiche da assegnare delle insufficienze. Le maglie tessute dalla Gelmini, infatti, non sono poi così strette: un voto inferiore al sei è possibile soltanto per alunni che, avendo tenuto comportamenti di particolare e oggettiva gravità, siano stati allontanati dalla scuola per più di 15 giorni e che in seguito non abbiano dimostrato cambiamenti nel comportamento. Insomma, bisogna essere gravi trasgressori e convinti recidivi. «Inizieremo gli scrutini il 31 – spiega il preside Giuseppe Carcano – ma dubito che arriveremo a dare dei 5: abbiamo avuto alcune sospensioni e note disciplinari che potranno avere un 6, ma nessuna tanto grave da meritare l’insufficienza».
Francesca Manfredi
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