New York, 10 set. (Apcom) – In quello che è stato definito il discorso più importante da quando è arrivato alla Casa Bianca, Barack Obama ha rilanciato ancora una volta il suo sostegno per la creazione di una compagnia pubblica che riequilibri il mercato delle assicurazioni sanitarie, dicendosi però aperto ad esplorare altre ipotesi. Davanti al Parlamento in seduta comune il presidente americano si è appellato a mettere da parte le strategie politiche di parte e a varare la riforma che l’America attende da quasi un secolo. Obama ha detto che per fornire a tutti gli americani un’assicurazione dovrà nascere “un’alternativa” al sistema privato, ma come sarà gestita, se dalla mano pubblica o meno, è ancora da stabilirsi.
Il passo che dobbiamo fare perché le compagnie private siano oneste è creare un’opzione pubblica no-profit disponibile nel mercato assicurativo”, ha detto Obama ribadendo la necessità di un sistema parallelo a quello privato che offra polizze a basso prezzo. Il nodo più difficile del dibattitito sulla sanità che gli ha attirato le accuse di “socialismo” da parte dei repubblicani. Il presidente si è detto “aperto ad altre idee”, che però raggiungano lo stesso obiettivo: mettere fine agli abusi delle compagnie private. “Le idee circolate in questi giorni come far scattare l’intervento pubblico solo nei mercati dove i privati non forniscano polizze economiche o la proposta di creare entità no-profit per gestire il piano sono idee costruttive che si possono esplorare”, ha detto Obama spiegando che questa entità spingerà le società private “a trattare meglio i propri clienti”.
Obama ha fissato dunque i cardini della riforma, gli obiettivi irrinunciabili, su cui fra tutti quello per cui ogni americano abbia una copertura assicurativa. Il presidente ha proposto che diventi obbligatorio per ogni cittadino americano avere un’assicurazione, almeno in forma minima. “Se qualcuno non fornisce copertura sanitaria ai dipendenti significa che lo Stato deve pagare poi per i loro malanni, per questo motivo tutti i soggetti saranno obbligati ad avere un’assicurazione minima sotto il mio piano”.
Un discorso di circa 45 minuti interrotto per oltre 40 volte dagli applausi dell’aula (non sempre bipartisan) e da 18 standing ovation. Un intervento molto atteso al quale Obama ha voluto che partecipassero in prima persona anche molti dei cittadini che hanno vissuto sulla propria pelle le ingiustizie della sanità americana. Accanto alla first lady Michelle erano sedute diverse persone malate e alcuni degli americani finiti sul lastrico per pagare le proprie spese sanitarie. “Nessuno in questo Paese deve finire in bancarotta perché si ammala”, ha detto il presidente spiegando che le linee guida del suo piano sono: “dare maggiore stabilità e sicurezza a chi ha già un’assicurazione, darne una a chi attualmente non ce l’ha e rallentare l’impennata dei costi della sanità”.
Il tempo dei bisticci e dei giochi è finito, questo è il momento di agire, la mia porta è sempre aperta ma non perderò tempo con chi vuole usare la politica per uccidere il piano anziché per migliorarlo”, ha detto il presidente.
Bat-Emc
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