A Berlusconi la ‘conta’ di Gubbio:Pdl è con me, Fini abbassi toni

A Berlusconi la ‘conta’ di Gubbio:Pdl è con me, Fini abbassi toni


Roma, 11 set. (Apcom)
– “Sarebbe meglio che la smettesse di
alzare i toni. Questo scontro va a finire che farà male a tutti e
due, ma credo che ad uscirne peggio sarà lui”. Il messaggio,
molto chiaro, viene fatto trapelare da un uomo molto vicino e
Berlusconi. Il destinatario è un altrettanto chiaro Fini: “Non
mollerà la presa”, assicurano i suoi. Ma da palazzo Grazioli
spiegano che il silenzio di oggi del premier non è sintomo di
debolezza ma solo un nuovo tentativo di “fare buon viso a cattivo
gioco” in attesa di un confronto diretto (domani ci sarà un primo
contatto tra i due) che ormai manca da molto tempo.

E la forza di Berlusconi – comunque ancora irritato con il
presidente della Camera – proviene soprattutto dalla
constatazione che gli ex aennini non si siano particolarmente
spesi per puntellare tesi e teoremi del presidente della Camera.
“Fini – è il ragionamento che viene svolto a Palazzo Grazioli – è
convinto ancora che esistano due partiti. Ma qui di partito ce ne
è uno solo, il Pdl, e lo tiene saldamente in mano Berlusconi”. Il
presidente del Consiglio insomma incassa la ‘conta’ di Gubbio e
si appresta a ribadire la propria leadership del partito
direttamente a Fini. L’incontro di domani sarà propedeutico a
quello più approfondito che si terrà molto probabilmente a metà
della prossima settimana, ma certamente servirà a Berlusconi per
capire direttamente quali sono le intenzioni del presidente della
Camera.

E questo, come viene riferito, perchè il Cavaliere – guardando soprattutto alla rinnovata intesa tra Fini e Casini – si starebbe chiedendo se dietro alla veemenza degli attacchi del primo e alle dichiarazioni del secondo, non si nasconda qualcosa di “più grande e ben più grave” di una partita politica. Anche se giocata su una posta molto alta: la successione alla guida del governo e del

partito. Se oggi Berlusconi si è voluto informare direttamente con Montezemolo sulla sua sussurrata discesa in politica, ricevendo come assicurazione l’ennesima smentita, a continuare a preoccupare il premier ci sarebbe l’incubo di possibili spallate giudiziarie. Quel “sovvertimento democratico” il cui spettro è stato evocato ancora oggi da Denis Verdini e della cui esistenza – questo il timore più grande – Fini e Casini potrebbero già essere a conoscenza.

Pda/Rea

MAZ

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