Gerusalemme, 13 feb. (Apcom) – Ci sarebbe anche il detenuto
politico palestinese piu’ noto, il segretario di Fatah in
Cisgiordania Marwan Barghuti, nell’elenco dei mille prigionieri
da scarcerare presentato da Hamas a Israele, attraverso i
mediatori egiziani, in cambio della liberazione del caporale
israeliano Ghilad Shalit, catturato nel giugno 2006 da un
commando armato palestinese a Karem Shalom e successivamente
consegnato al movimento islamico.
Il condizionale e’ d’obbligo perche’ la notizia che, da
giorni riferiscono i media arabi e fonti palestinesi, non ha mai
avuto conferma dalle autorita’ di Israele dove Barghuti si trova
detenuto dopo essere stato condannato a cinque ergastoli per aver
autorizzato, secondo l’accusa, attacchi armati contro israeliani.
Nemmeno dal Cairo giunge una conferma. Il portavoce del ministero
degli Esteri egiziano, Hossam Zaki, all’agenzia di stampa statale
Mena che la liberazione di Barghuti, nel quadro di un accordo
Hamas-Israele su Shalit e’ una “speculazione giornalistica”.
Secondo i palestinesti Barghuti invece Barghuti e’
sicuramente nella lista dei mille detenuti che, scrive oggi il
quotidiano panarabo al Hayat, citando fonti di Hamas, Israele si
sarebbe dichiarato pronto a liberare pur di ottenere il ritorno a
casa di Ghilad Shalit. “So che Marwan (Barghuti) e’ in
quell’elenco e che presto potrebbe essere libero ma, ancora una
volta, tutto dipende dalla volonta’ di Israele di compiere un
gesto che potrebbe avere un effetto positivo per la soluzione del
conflitto”, ha aggiunto da parte sua il deputato Qadura Fares,
per anni stretto collaboratore del leader di Fatah.
A parlare di una prossima liberazione di Barghuti era
stato qualche giorno fa anche un giornale israeliano, Maariv,
avvalorando cosi’ la tesi di chi parla di un cambiamento avvenuto
nell’abituale posizione di Israele contraria a scarcerare
prigionieri che si sono macchiati dell’uccisione di cittadini
dello Stato ebraico.
Nato a Kobar (Ramallah) 48 anni fa, Barghuti e’ molto
popolare tra i palestinesi dei Territori che lo considerano il
“comandante” della seconda Intifada contro l’occupazione militare
israeliana, cominciata alla fine del 2000. La sua uscita dal
carcere potrebbe ridare slancio al movimento Fatah, capeggiato
dal presidente Abu Mazen, che nel 2006 ha perduto le elezioni
legislative palestinesi a a vantaggio di Hamas e, l’anno
successivo, il controllo della Striscia di Gaza finita nelle mani
del movimento islamico. Se scarcerato gia’ nelle prossime
settimane, Barghuti, potrebbe addirittura partecipare al
Congresso di Fatah (il primo dopo quasi 20 anni) rinviato piu’
volte negli ultimi due anni e ora previsto a fine marzo.
Tuttavia la liberazione di Barghuti, grazie ad Hamas,
potrebbe non rafforzare automaticamente Fatah e Abu Mazen. “Il
movimento islamico avrebbe l’opportunita’ di affermare di aver
ottenuto con la forza quello (il ritorno a casa di Barghuti, ndr)
che Abu Mazen non e’ riuscito ad ottenere da Israele in anni di
trattative, mettendo cosi’ il presidente in una posizione
delicata di fronte alla popolazione palestinese”, ha notato
l’analista Khalil Shikaki.
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