Roma, 12 set. (Apcom) – “Noi da qui non ce ne andiamo”. A Roma
prosegue la protesta dei precari della scuola davanti al
Ministero dell’Istruzione, che avvicinandosi all’apertura
dell’anno scolastico – quasi in tutte le regioni fissata per
lunedì prossimo – sta diventando il ‘cuore’ delle contestazioni
degli insegnanti senza lavoro.
Scesi dal tetto del provveditorato della capitale, da lunedì
scorso nei giardini accanto il Miur, i precari del coordinamento
romano hanno allestito un presidio permanente, con un gazebo e
due camper, per “rimanere a tempo indeterminato” a protestare
sotto le finestre del ministro Gelmini “contro i tagli del
governo”. Secondo la Questura il presidio dovrebbe smobilitare
domani sera, ma i precari non hanno nessuna intenzione di levare
le tende.
Da molte regioni d’Italia giungeranno infatti nelle prossime ore
i delegati ed i rappresentanti dei vari coordinamenti dei
precari. In particolare arriveranno le sette docenti ‘precarie
storiche’ del coordinamento di Benevento che, rimaste sul tetto
dell’Ufficio scolastico provinciale per una decina di giorni,
hanno interrotto la loro mobilitazione proprio per raggiungere
Roma ed il Ministero dell’Istruzione.
“Raggiungiamo i precari che si sono accampati davanti al
ministero e stanno protestando – ha detto Daniela Basile,
portavoce dei Cip sanniti – ed invitiamo tutti i colleghi
d´Italia a fare altrettanto. La nostra mobilitazione entra in una
nuova fase e lo stesso deve accadere a livello nazionale: deve
essere chiaro il nostro netto rifiuto verso i ‘contratti di
disponibilità’ che il governo sta approvando”.
Aspettando lunedì e l’apertura delle scuole, nell’ambito della Notte bianca di Roma i precari per questa sera hanno organizzato davanti al Ministero la ‘Gelmini dimettiti night’ “per chiedere a gran voce le dimissioni del ministro”: la serata si aprirà alle 19.30 con l’esibizione della Banda Jorona, a seguire si avvicenderanno alcuni artisti, come Quirino Paolo, Enrico Capuano ed i Senzaterra.
Previsti anche dibattiti con artisti e intellettuali “per
sostenere la lotta per una scuola pubblica che garantisca il
diritto al sapere a tutti e sia un luogo di incontro fra le
differenze, e non il luogo del disciplinamento dei corpi e della
privatizzazione dei saperi”.
Sav
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