Gallarate, madre e figlio taccheggiatori sorpresi in un negozio di elettronica. Lui in carcere

Gallarate, madre e figlio taccheggiatori sorpresi in un negozio di elettronica. Lui in carcere
Madre e figlio hanno numerosi pregiudizi per reati compiuti con la stessa modalità. Il giovane è stato rinchiuso in carcere dopo alcuni giorni per violazione dell'obbligo di dimora al quale era stato sottoposto già prima del "colpo" a Gallarate. (Foto d'archivio)

GALLARATE – Erano stati denunciati a piede libero dopo essere stati sorpresi a rubare in un negozio di elettronica e telefonia. Era emerso che i due erano madre e figlio, ma per il giovane è successivamente scattata la misura cautelare in carcere perché è stato accertato che aveva violato misure restrittive alle quali era sottoposto per reati simili. I due erano stati denunciati lo scorso 2 dicembre, dopo un controllo della polizia su segnalazione dei responsabili di un negozio che avevano notato come si aggirassero con circospezione tra i diversi reparti. I due erano quindi stati portati negli uffici del Commissariato e nel giubbotto del giovane era stato trovato un alimentatore che è risultato sottratto dal negozio. Al momento del controllo, il giovane aveva dichiarato di non avere documenti, ma la carta di identità era stata trovata in una tasca

e dal controllo erano emersi diversi pregiudizi per sottrazione di merci in diversi negozi, e sempre quando il giovane era in compagnia della stessa donna, risultata essere la madre. Anche la madre ha numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e dal momento che la donna non risultava in possesso di merce rubata, è stata controllata l’auto con la quale era stata portata in commissariato. Qui è stato trovato un cellulare, molto costoso, risultato rubato nello stesso negozio di Gallarate, del quale la donna aveva cercato di disfarsi prima di arrivare negli uffici. Entrambi erano stati denunciati a piede libero per furto aggravato in concorso. Due giorni fa per il figlio, che è ventenne, è scattata la custodia cautelare in carcere perché il giovane ha violato la misura dell’obbligo di dimora alla quale era già sottoposto.

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